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Gli ultimi messaggi del Forum

Les amours et la sexualite de Marcel Proust - Henri Bonnet

L’inizio è un po’ pedante con un mal riuscito tentativo di definire erotismo e omosessualità. I rimandi a citazioni e autori vari confondono senza chiarire. Più interessante quando l’argomento ritorna al titolo del libretto, ovvero alla sessualità è amore secondo Proust. Nel complesso però il testo risulta di non scorrevole lettura soprattutto se paragonato al bel lavoro di Carter di Proust in love.....

Non c'e dolcezza - Anilda Ibrahimi

E’ un onore avere una narratrice di origine albanese che ha scelto di scrivere in italiano una storia piena di magia e nello stesso tempo vera, storia di destini e di maternità, di leggende e di realtà, con un bellissimo omaggio al popolo tzigano. “Avremo nostalgia per il passato, ride Klara. -Ti rendi conto? Racconteremo ai nostri figli che una volta eravamo gentili con gli altri perché era l’unico modo che conoscevamo per stare al mondo, senza pagare, senza pretendere niente. -E loro non ci crederanno, - dice Arlind”. “Il futuro continua a ingannare anche noi, - dice la vecchia tzigana”.

Elisir d'amore - Eric-Emmanuel Schmitt

Lo so, l’ha detto il mio amico Manga, che cominciare con un dunque virgola è villano.

Dunque, nella mia rubrica telefonica c’è il gruppo “defunti”. Ci finiscono i noiosi e gli urticanti, i supponenti e gli imbecilli, gli indigesti tutti. È una nutrita comitiva, quella che popola l’area “defunti”. Quando uno di loro chiama risuona la Marcia funebre per una marionetta di Gounod. Il “Ciao!” seguito dal nome del telefonante è sostituito da un “Prooonto!?” prolungato, antipatico, con l’ultima “O” che sale verso l’acuto e gela l’atmosfera, sicché il clima da inverno jacuziano impedisce qualsivoglia dialogo.
Chi se ne frega, direte voi. E avete ragione. Tuttavia, (altra insolenza grammaticale) serve a introdurre il mio pensiero sull’Elisir d’amore o La fiera delle ovvietà, il cui incipit recita così:

“Louise, se sei in ascolto, buongiorno.
Se non lo sei, addio.
A seconda della reazione che avrai, questo messaggio costituirà l’inizio o la fine del nostro scambio epistolare.”

Al posto di Louise avrei cestinato la mail, e Adam sarebbe finito all’istante tra i “defunti”. Così, con un clic. Com’è semplice, in certi casi, liberarsi dei fastidi.
Invece Louise ha risposto.
Leggo.
Mi deconcentro.
Quanti baci avrà mangiato? Che curiosa coincidenza: Louise è il nome dell’autrice delle missive e Luisa quello dell’ideatrice dei famosi baci, che inizialmente aveva battezzato “cazzotti” (giuro) ed erano privi di messaggi d’amore. Di quelli è responsabile un certo Seneca (il futurista, non il filosofo).
Rientro dalla digressione.

(Louise) se l’amicizia è la tomba dell’amore, odio l’amicizia.
(Adam) solo la pelle separa l’amore dall’amicizia. Ed è sottile...
(Louise) Ti pare sottile? A me sembra una muraglia.

E allora, Adam si spertica a spiegare alla poveretta che mentre il corpo decade la mente si fortifica, e che l’amicizia è conseguenza logica di un amore vero. Tradimenti a parte, bien sûr.
Lei, che si sentirebbe umiliata dell’amicizia post-amore, replica che preferisce la suite della passione al monolocale dell’affetto.
E lui, l’Adamo senza O, la rimbrotta. Louiselouiselouise, vuoi tutto? Precipiterai nel buio dell’infelicità, ingorda e frustrata che sei. Se pretendi la perfezione, è meglio che rinunci a vivere!
Louise non ticchetta più, lui si turba e digita:

“mi tieni il muso?
Mi stai odiando?
Mi hai dimenticato?”

E mi sovviene quella vecchia pubblicità d’una nota compagnia telefonica: “Mi ami? Ma quanto mi ami? Mi pensi? Ma quanto mi pensi?” Di nuovo distratta.
Mi riprendo.
L’Adamo parigino invia altre due righe due pregandola di rispondere anche mezza parola, altrimenti vola da lei. Non serve. Arriva la mail di Louise: 625 parole acidine, astiosette. Ma che nostalgia, che furtive lacrime! Figurarsi!
Lui di parole ne trasmette 400. Poi si torna alla parsimonia.

(Louise) Come te la passi? Raccontami le tue giornate. C’è un’altra donna?
(Adam) Non una donna, alcune donne. Nessuna può sostituirti, Louise.

E penso a Nemorino:

Ah! te sola io vedo, io sento
giorno e notte e in ogni oggetto:
d’obbliarti in vano io tento,
il tuo viso ho sculto in petto.
Col cambiarsi qual tu fai,
può cambiarsi ogn’altro amor.
Ma non può, non può giammai
il primero uscir dal cor.

Louise scrive al suo ex-caro-tuttavia-amico che prima d’apprezzare certe cose ci si deve abituare. Il caffè, le sigarette, i broccoli, la solitudine. Per esempio.
Non sono ancora a metà.
Scambi di confidenze sull’amore, sugli amori. Sulla psicanalisi. Su altro.
Sei geloso? Chiede lei.

(Adam): detesto la gelosia e sarei furioso se mi scoprissi geloso.
(Louise): si può essere padroni di ciò che si pensa, ma mai di ciò che si sente.

S’infastidisce lui. S’infastidisce lei. E nemmeno io scherzo.
Per fortuna è lettura di mezz’ora o poco più.
Forse quei baci avrebbero fatto meno danni se ingoiati con la loro carta argentata, ben sigillati, per impedire l’uscita dei famigerati bigliettini. Ché poi si prende spunto. Ahinoi.

Chiedo: scrivere questa roba, era indispensabile? Per aumentare il numero delle pagine, alcune contengono una sola riga scritta! Non è bello un libro fatto di niente e pagine bianche.

Eric,
(se dell’)“Elisir di sì perfetta,
di sì rara qualità,
ne sapessi la ricetta,
conoscessi chi ti
(la) fa” (perdona, Felice, questa mia sfacciataggine)

basterebbe una goccetta
a rimuover l’ovvietà
e da storia noiosetta
otterresti una beltà.

P.S. Peccato. Di Schmitt avevo letto altri libri, leggeri ma non banali. Questo sa di filosofia da supermercato (con tutto il rispetto per i supermercati).
Oppure sono io incapace di cogliere. Perché no.

Proust in love - William C. Carter

Libro interessante che esamina da ogni angolatura possibile il tema della sessualità nell'opera e nella vita di Proust. Buona documentazione bibliografica. Lettura scorrevole e piacevole. Non può mancare nella biblioteca ideale di un cultore proustiano.

I giorni del vulcano

Racconto sostanzialmente noioso con personaggi scialbi privi di connotazione.
La vicenda non decolla. Il tutto non è facilitato dalla complessità dei nomi dei personaggi. Sono evidenti i limiti di scrittura dell’autore.

Negri, froci, giudei & co. - Gian Antonio Stella

L’autore, grande giornalista, porta numerosi e variegati esempi passati e recenti documentando la nascita e lo sviluppo del razzismo e del disprezzo nei confronti dell’altro, per il diverso in ogni sua sfumatura. Stella non si limita a esaminare la realtà italiana, la sua inchiesta spazia dall’Europa a vari stati del mondo, descrivendo tremende ondate di odio che tendono a ripetersi. Un crescendo: freddezza, diffidenza, astio, rancore, fino all’odio e da qui al genocidio e ai tentativi di cancellare il passato, come è avvenuto in Jugoslavia, ma anche in Cina o in Sud Africa. Per non parlare delle guerre di religione, dell’omofobia, dell’antisemitismo, dell’ossessione per il “sangue puro” legato al nazionalismo più sfegatato. Un libro che fa riflettere.
"È tutto, la memoria: tutto. È impossibile parlare del razzismo di oggi se non si ricorda il razzismo di ieri. Non puoi raccontare gli assalti ai campi rom se non ricordi secoli di progrom, massacri e editti da Genova allo Jutland dove l'11 novembre 1835 organizzarono addirittura, come si trattasse di fagiani, una grande caccia al gitano."

Re: prestiti e rinnovi

Grazie per la risposta. Dalla mia sezione avendo effettuato già un rinnovo non mi consente di farne un altro. Se è possibile prenderli di nuovo in prestito, è anche possibile non doversi recare di persona in biblioteca? Grazie, cordiali saluti.

Il silenzio dell'altopiano

Uno dei libri peggiori che abbia mai letto. E questo giudizio è legato ad un semplice fatto: l’autore prende per i fondelli il lettore. Il racconto è un guazzabuglio di generi. Horror, poliziesco, polpettone psicologico ecc ecc. per tutto il libro vengono sparso dettagli inquietanti che inutilmente ci aspettiamo vengano chiariti alla fine. Stanze segrete, personaggi che vorrebbero essere inquietanti mentre inquietante è solo l’incapacità dell’autore di scrivere un qualcosa dì sensato. Se volete perdere due o tre ore del vostro tempo prezioso, leggetelo......

Re: Delatori - Mimmo Franzinelli

Ringrazio per la recensione. Ho letto da poco il romanzo "La delazione" di R. Cazzola, ambientato a Torino, leggerò sicuramente il libro di Franzinelli. E' davvero importante tenere gli occhi aperti. Ancora grazie. Claudia