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Gli ultimi messaggi del Forum

R: Il gioco dell'angelo - Carlos Ruiz Zafón

Devo ammettere che non mi è piaciuto molto questo libro. Penso che un numero di pagine più contenuto avrebbe giovato al racconto che mi è sembrato prolisso. Troppo violento e inverosimile il finale, oltre che essere poco chiaro e lasciare interrogativi non risolti. L'autore cerca di dipingere il narratore come un anti-protagonista mosso da idee e visione della vita opposte rispetto a quelle del protagonista del libro precedente, il ché potrebbe essere interessante. Tuttavia a mio avviso l'autore non si è giocato bene questa carta rendendolo solo antipatico. L'atmosfera del libro è in linea con la Barcellona dell'ombra del vento ma ancora più cupa. Il cimitero dei libri dimenticati sembra un'aggiunta alla storia con il solo scopo di connettere i due romanzi ma nulla di più.

impossibilita' prenotazione

Buon pomeriggio,sto cercando di prenotare un libro della collana Diario di una schiappa,ma all'apertura della copertina scelta,mi appare l'immagine del primo volume,e non dei successivi,impedendomi cosi' di prenotare,in quanto la prima uscita e' attualmente in mio possesso...come fare per prenotare ?

Re: PRENOTAZIONE LIBRI on line

Gentile Lettrice,
Lei ha ragione, il suggerimento ha poco senso nel caso delle guide turistiche (a meno che non ne stia cercando una all'ultimo minuto, nel qual caso va bene anche una più vecchia piuttosto che niente), tuttavia in molti casi potrebbe essere utile, ad es. per quanto riguarda le letture scolastiche, se cerco una copia de Il giovane Holden non importa se non è recente, l'importante è che sia disponibile il più velocemente possibile. Purtroppo al momento non è possibile attivare selettivamente il suggerimento solo per alcune categorie di pubblicazioni, però è sempre possibile ignorare il suggerimento del sistema: il tasto verde prenota la copia proposta dal sistema, il tasto blu la copia da lei individuata.
Voglia scusare il ritardo con cui le ho risposto, ma il post mi era sfuggito, complice la stessa risposta data ad un altro lettore tramite una collega della musicale.
Un cordiale saluto

I giorni di Asta Westerby - Ruth Rendell

Ridondante eccessivo ma a suo modo un piccolo capolavoro. Non deve essere pensato come poliziesco. È un romanzo a tutti gli effetti Ben scritto e avvincente. Difficile staccarsi dalla sua lettura

Indovina con chi mi sposo - Alice Zeniter

Alice è una ragazza che fa parte di una generazione che non è nata con Internet ma è cresciuta con lei, così dice all'inizio del libro. Alice compie la scelta di sposarsi con il suo amico d'infanzia e le sue motivazioni rendono giustizia ad una generazione poco capita da chi, come me, ha superato la cinquantina. E' un libro scritto con sincerità ed è bello vedere espressi così bene sentimenti, paure e idee di questa generazione che vivrà peggio dei suoi genitori. Bella storia di amicizia, contro pregiudizi e al di là degli stereotipi.

Solo per Ida Brown - Ricardo Piglia

Il libro vale la pena leggerlo. Si scopre un Ricardo Piglia che stava diventando un buon romanziere: probabilmente se avrebbe vissuto altri venti anni cominciava a narrare storie basate sul terrorismo. Così assecondando il genere detective. In questo volume gli intrecci del racconto sono più semplici e meno noiosi da leggere e da dover seguire. Fra realtà e finzione si può dire che si è mosso con la sessa eleganza di Borges: ha seguito una traccia complessa e labirintica dove avrebbe potuto abbondare con le divergenze, con le coincidenze, ma anche coi paralleli.
Con questo ultimo romanzo l’autore ha combinato elementi biografici e il genere poliziesco: in ogni modo il genere poliziesco subentra nella seconda parte del romanzo. L’autore dal microclima asfittico dei campus nordamericani si è fatto carico (non inteso di colpevole) della morte di una collega docente. Si rese partecipe dell’omicidio della collega in veste d’investigatore privato: evidentemente fra lui e l’insegnante ci sarebbe stato del sentimento. Peccato che in fondo a quei rapporti sessuali lei era una donna libera, e le relazioni con altri uomini probabilmente non sono state mai limitate al solo collega Ricardo Piglia. Cosa che lo stesso non poteva sapere se non calzava la veste di detective.

In un secondo momento lo scrittore conoscerà la persona responsabile di diversi attacchi e della morte stessa della professoressa. Un tizio chiamato Thomas Munk, ex professore di matematica a Berkeley e autore di un Manifesto radicale sul capitalismo tecnologico. Tuttavia in ultima istanza il romanzo si può dire che è stato terminato con l’incomprensione della tragica morte della professoressa Brown, dove questa la professoressa durante un incidente inspiegabile si bruciò una mano: casualità, o coincidenza di un dettaglio poiché Piglia l’ustione la notò anche sulla mano del proprio assassino. Alludendo che la bruciatura fra i due possa essere stata una cosa voluta.
Lungo il racconto il prospetto amorevole con la professoressa ci può stare, è in armonia con la storia. Nonostante che l’autore da questa visuale sentimentale suscitata con la docente, e perdita della medesima, potrebbe essersi dato una coltellata a causa della scoperta di un sentimento infranto. Inoltre al momento d’investigare l’omicidio lo scrittore ha rischiato d’immedesimarsi con la figura del colpevole poiché i dialoghi fra lui e l’assassino rimangono pochi e brevi. E sono anche verosimili purtroppo: da questa prospettiva l’assassino è un artefice eccezionale, lo si nota da come viene trattato in carcere, dalla cultura personale, dal modo rispondere o deviare le risposte dell’interlocutore. Per l’appunto, moventi col suo l’interlocutore che fanno suscitare confusione al ruolo astuto d’investigatore. Tanto è che a causa della notevole affinità, fra i due, in maniera celata l’omicida Thomas Munk potrebbe essere stato o avrebbe desiderato che fosse il suo l’alter ego.

La solita zuppa e altre storie - Luciano Bianciardi

   Negli anni Sessanta “La solita zuppa”, novella che dà il titolo al libro, fu motivo di processo.
Protagonista del racconto è una Milano dove tabù non è il sesso bensì il cibo. Scelto un piatto, gli si deve fedeltà. Quindi non c’è da stupire se dopo aver scelto il semolino, come fa il nostro eroe diciottenne, ci si trova poi un giorno in quel tal “bordello” in attesa che la “signora” s’affacci e annunci ammiccante “Eccole la sua fiorentina”.
Insomma, tanto scandalo destò “La solita zuppa” che Bianciardi e l’editore Massimo Pini furono chiamati al banco degli imputati per rispondere dell’accusa di oltraggio al pudore e vilipendio della religione di Stato.
A difesa dello scrittore si levarono voci eminenti, tra cui del Buono, Porzio, Eco*. Alla fine i due incriminati furono assolti.

“La solita zuppa e altri racconti” è un insieme di novelle con temi che vanno dal sesso al lavoro traduttivo.
Come sempre sarcastico e malinconico, sognante e disincantato. Irriverente e corrosivo. E carico di umana tenerezza. E non difettano l’onestà e la purezza che fanno la differenza, perché le parole hanno un peso specifico e le cose un nome preciso.
Ché il Luciano era così e così è il patrimonio letterario che ci ha lasciato.

P.S. Ti si legge, si sorride, talvolta si ride. Poi si smette, e ci si rende conto di quanta profondità ci sia fra le increspature narrative. Ed è chiaro perché non avrebbero dovuto applaudirti, ma incazzarsi.
Sai, leggendo “Adorno” ho pensato che sarebbe bello anziché far leggere “Cuore” di quel tal Edmondo, proporre il tuo racconto ai bambini. Perché l’Adorno che sottrae il pesce dalla cesta del padre sapendo che le buscherà, le porta alla povera madre del Chiavetta traditore della banda, e poi rivolgendosi al piccolo Diaccino spiega: “Hai capito Diaccino? Fare la spia è brutto, è roba da galera, ma la fame è anche più brutta. A scuola questo non te lo insegnano, ma se te lo dico ci puoi credere…” è una gran bella lezione di vita. Di quelle che non si scordano.
Manchi sempre. Ciao.

Re: richiesta acquisto

Gentile Signor Fedele,
può inserire Lei direttamente le proposte di acquisto: clicchi sul menù MyDiscovery che compare in alto a destra quando si è loggati e selezioni "Proposte di acquisto" "Inserisci nuova". Da "Le mie proposte" potrà poi verificare lo stato di avanzamento delle richieste.
Un cordiale saluto

richiesta acquisto

Desidero proporre l'acquisto dei seguenti libri di Sergio Bambaren:
L'eco del deserto, Sperling & Kupfer, 2014
Casa di luce, Sperling & Kupfer, 2015
Beati i sognatori, Sperling & kupfer, 2016
poiché si tratta di un autore molto richiesto e seguito; queste sono le opere più recenti, non ancora presenti in catalogo.
Distinti saluti, Antonino Fedele.

La bambina fulminante - Paolo Nori

dal sito IBS: ""La bambina fulminante" è la storia di Ada, che è una bambina di dieci anni che si accorge che quando tira degli accidenti a qualcuno (in rima), quegli accidenti lì arrivano (valgono solo quelli in rima). Allora Ada si trova con delle maestre un po' pedanti che ..."

Bastian contrario - Luigi Gramegna

Sebastiano Contrario era una guardia ducale fino all'assassinio del fratello dell'amata , fratello che si opponeva alla loro storia. Diventa quindi, capo di una banda di briganti nello stile di Robin Hood (rubare ai ricchi). Vengono raccontati tre episodi quasi comici mentre il finale si fa drammatico con lo scontro tra i ducali e i soldati della Repubblica Genovese.
Nelle note a fine libro viene spiegata l'origine del modo di dire : fu dovuto ad una commedia dialettale nella quale il personaggio di Bastian Contrario si comportava sempre all'opposto rispetto alla norma.

Mientras vivimos - Maruja Torres

La storia tende essere astrusa, magari ad alcuni lettori il libro suscita curiosità proprio perché nella semplicità è complicato. Il certo fu che la vincita del "Premio Planeta" fece che del secolo corrente la giornalista de El País Maruja Torres venisse consacrata come una romanziera notevole. Il racconto si muove principalmente dal personaggio di Regina Dalmau, immagine centrale della storia dalla quale ruoterà la trama del racconto. E dove la fantasia della scrittrice scelse d’inserite altre due figure femminili di rilievo: si potrebbe considerare che sono due configurazioni strettamente collegate alla coscienza di Regina.
In primo luogo c’è Giuditta, che sarà l’assistente di Regina. Questa ragazza ventenne stravede per Regina. Ha una grande devozione per la scrittura e vuole imitarla. Dopodiché, non per ordine cronologico della storia, alla coscienza di Regina vige Teresa, ex compagna del padre di Regina: il terzetto femminile appartiene a tre generazioni di persone differenti. Agli occhi del lettore appaiono come tre figure in ricerca della loro identità e un posto nel mondo. Una classe sociale di donne indipendenti, professioniste e istruite che hanno acquisito il riconoscimento d’indipendenza femminile, la libertà relativa alla sessualità, alla maternità e alla vita di coppia; benché la scrittrice ha mantenuto un contesto al femminile Torres fece prue una riflessione generazionale del fallimento e della frustrazione degli uomini spagnoli durante il periodo del franchismo.

Verrebbe da dire che il pensiero anteriore della storia ha un carattere narcisistico manifestato dal possibile alter ego di Maruja Torres sotto il nome di Regina Dalmau: detto ciò, per immodestia di chi ha scritto il libro c’è l’illusione che coi personaggi del racconto, al fine di far capire e decidere consapevolmente la strada giusta e quale direzione perseguire, la giornalista giocò con l’esperienze delle protagoniste per far aprire gli occhi al lettore. Quando invece lo scrivere e raccontare i personaggi è un fattore interiore; oppure potrebbe essere un contesto basato dai fatti accaduti realmente. In sta evenienza Torres mostrò di avere acquisito maggior consapevolezza della propria abilità di scrittrice di libri. Come narratrice occasionale mostra volontà nel voler scrivere una favola che sia svincolata da qualsiasi contaminazione stilistica: codesta facoltà di avvicinarsi a una prospettiva drammatica è notabile. Che sappia scrivere è certo, però ha un approccio più familiare sotto il complesso di una testata giornalistica dove magari in quel tipo di ambiente l‘umorismo e la satira sono a l‘ordine del giorno, per esempio.
I moventi delle tre storie si intrecciano fra loro. Danno al racconto una configurazione principale aneddotica: il racconto può rappresentare una tecnica pubblicitaria moderna in favore al singolo scrittore. La storia comincia con l’immagine di Regina, che in un qual modo potrebbe essere pure l’alter ego di Maruja Torres. Tutto ruota intorno alla figura di Regina. Alla volta evocando allo scritto altre due donne di rilevanza. Fatto che si può interpretare come un incentivo a essere sé stessi nella vita: nel senso che potrebbe essere rappresentato tipo l’esigenza della ricerca di autenticità. Specie in quei periodi quando la persona si sente avvilita. È un romanzo controverso: stando alla casta immaginazione che Regia è l’alter ego di Maruja Torres con questa storia non si può dire che la giornalista fu una buona romanziera. Non per cinica, ma perché per bravura sua quando si legge il libro è percepibile una cultura redazionale; non per critica filosofica ma a volte sono io stesso che da lettore saltuario ho fatto un’idea sbagliata alla cultura letteraria di Maruja Torres, ed è un’estrinsecazione personale dovuta a una quantità di oltre cinquecento libri letti nell’ultimo decennio. La giornalista, o sia la descrizione medesima che nel testo del romanzo la sostituì, mette in luce la propria vitalità. Il momento narrato è un periodo di sconforto creativo ma nei personaggi della storia c’è serietà. C’è una disciplina professionale, che l’avrà aiutata a raggiungere la vincita del premio: l’impegno della scrittrice nel comporre un tipo di storia intrecciata può essere compreso da una prospettiva che è basata dall’esperienza acquisita come redattore, ad esempio. E non come romanziera eccellente. Perché nella controversia il contesto del libro non s’intona con l’esito per il quale venne trattato. Con veste solitaria Torres s’incanalò in divergenze differenti per trovare poi un’unica confluenza di idee: una convergenza di pensieri data dalle esperienze delle tre figure femminili. Traendo al romanzo molti argomenti e dialoghi aneddotici: l’abilità giornalistica verosimilmente l’avrà aiutata nel compensare la penuria di romanziera.
In origine la stesura scritta non penso abbia avuto uno schema di base unico: nonostante ciò, le divergenze di pensiero che la scrittrice avrà riscontrato ma che riuscì a concatenare hanno fatto sì che fra i personaggi suscitasse quelli che dopo sarebbero stati i rapporti di un triplice racconto. Contrariamente, la trama potrebbe avere pure un concetto d‘insegnamento soltanto: da questa prospettiva la stesura tratta un unico schema di base dove alla figura di Regina vige una narrazione coscienziosa singolare. Magari data dal possibile alter ego. E da Regina l‘effetto osmosi con altre due figure femminili. Quindi la narrazione può diventare un modello di storia introspettivo univoco che espone un tipo d’inchiesta sulla coscienza di Regina: attraverso questo profilo, per l’appunto basato sulla memoria di Regina, c’è la volontà di metter luce e correggere il percorso svolto in una vita. Stando alle esperienze lavorative della giornalista questo romanzo a differenza del libro biografico Mujer en guerra sembra essere un terreno insolito: essendo anche un romanzo bugiardo c’è del nichilismo. Cosa distante dalla nuda e cruda verità delle notizie date in radiotelevisive. Torres con questo tipo di genere letterario ha superato il proprio confine per valicare un retroscena che diventa melodrammatico: nel racconto l’amore c’è. Fra le protagoniste quel tipo di sentimento è presente, però la felicità rimane uno spiraglio di luce. La giornalista con i tre personaggi femminili usò uno stile piuttosto lineare, ricco di pretese, che ovviamente nell’abisso letterale rimangono espressioni vincolate fra loro e che mai corrisponderebbero alla realtà dei fatti. Si può considerare una fiction che espone i rapporti umani, la loro componente di egoismo e di cecità. Probabilmente la storia contiene un ritratto inerente alle esperienze di chi l’ha scritto. Tal volta a sé cela pure una riflessione sincera, forse dovuta a una coscienza solitaria.
L’espressioni dei dialoghi (che potrebbero essere sinonimo di monologo) sono molto aneddotiche: tipo fossero parte di un racconto convenzionale. Mentre viviamo è una grande storia di ammirazione e gelosia, di menzogne e di verità, di odio e amore, d’incontri e di perdite. Senza lasciare nulla al caso Torres per la trama utilizzò delle rapide riflessioni. Dosò in parti uguali la ragione, l’amore e la parte acida che può avere il carattere di una persona. Lasciando che Regina Dalmau fosse la figura cuspide del racconto: cosa che si fece con azzardo perché il contesto delle storie dei primi due racconti nonostante sono percorsi con esperienze di vita differenti rischiano di finire allo stesso modo a causa degli errori medesimi delle protagoniste.

In sintesi e per concludere, lungo la narrazione Giuditta ricorda Regina, e con lei evoca la figura di Teresa, una ex amante del padre di Regina: una donna che fu l’insegnante di Regina. […] In principio fu Regina che non ha mai dimenticato Teresa, la donna che gli illuminò la vita. La crisi dei 50 anni di Regina la portò a recuperare i suoi legami problematici del passato: difficoltà esistenziali che a seguito verranno proiettarli nei confronti della discepola Giuditta la quale a mo’ di flash black tesserà l’unione della storia devolvendo corpo al racconto.
Regina è una scrittrice cinquantenne e sta attraversando la crisi di mezza età. Un giorno incontra a Giuditta: l'introduzione del personaggio di Giuditta può sembrare scoraggiante nel leggerlo. Poiché nei primi capitoli del libro questa inizia a mescolare con Regina il sogno ossessivo e la speranza estrema di un'ambizione sproporzionata. Il desiderio di diventare una scrittrice proprio come Regina. Indubbiamente la figura di Regina è molto lavorata nel libro. Tutto pare ruotare intorno a lei: nel senso che nel racconto una volta descritto il passato la scrittrice ha illuminato la vita presente di Regina; d’altro canto c’è Giuditta, una giovane ventenne che vuole diventare una scrittrice come la sua ispiratrice. Il dissidio si manifesta perché Regina sta attraversando un periodo di grave crisi creativa. Ed è vittima di una profonda inquietudine morale, circostanza per la quale non potrebbe aiutare nemmeno a se stessa. Queste due conoscendosi andranno ad apprendere i desideri, gli amori e le bugie di entrambe: seguendo queste tracce Torres in maniera lineare ha giocato sulle proiezioni del futuro delle protagoniste confrontandosi con l’esperienze dell'altra. Viaggiando in una direzione prestabilita ha fatto leva sulle decisioni che le donne hanno scelto di proseguire: colpe, ma anche rimpianti. E soprattutto su l’amore che viene comunicato al prossimo. Si potrebbe dire che la storia del libro combacia con quello che è un romanzo tradizionale, dove la narrazione gioca con la storia psicologica del personaggio. In ogni modo la stesura tratta l'eredità vitale trasmessa dalle donne: secondo la facoltà della scrittrice ciò avviene con le tre figure femminili poiché l'una con l'altra si scambiarono esperienze di vita. Riuscendo a tessere tutte insieme un legame che diventerà più forte di un’unione sanguigna. In fine, o tal volta sin da l’inizio della storia, confermato con la presenza di Teresa, la donna che in passato diede a Regina un’ultima lezione di vita. Una figura mai dimenticata dalla scrittrice cinquantenne: a Regina codesta reminescenza s’insinua come nesso della storia tanto è che dopo il decesso di Teresa tutte l’esperienze vengono riflesse nei confronti della vita corrente di Giuditta.