Post forum a 'Commenti ai titoli' https://bct.comperio.it/community/forum/reviews/rss Hitler https://bct.comperio.it/community/forum/reviews/show/3734#post3734 <p>Nel 1876 Alois Schicklgruber cambiò il proprio nome in Alois Hitler. Nel 1884, da Roma, giunse la dispensa ecclesiastica che autorizzava Alois a sposare Klara, sua cugina di secondo grado. Il 20 aprile 1889 nasceva il quarto figlio, il primo che sarebbe sopravvissuto all’infanzia: Adolf Hitler. Voleva fare l’artista. Invece divenne il “führer”. </p><p>Fino al 1918 era considerato un tipo eccentrico, tanto da suscitare scherno; nessuno avrebbe mai pensato di vederlo nel ruolo di leader nazionale. Nel ’19 iniziò il cambiamento. Osannato dalle masse e odiato dagli oppositori politici, Hitler, favorito dal frangente storico, politico ed economico intraprese la sua scalata al potere. E così quell’uomo senza vita privata, egocentrico, anaffettivo fece del potere il suo “afrodisiaco”, e pareggiò i conti con le sconfitte subite negli anni della sua giovinezza, dalla bocciatura all’accademia d’arte al <em>“crollo di tutto il suo mondo nella sconfitta e nella rivoluzione del 1918”</em>. Tuttavia, quel che avvenne non è solo frutto di una responsabilità individuale: egli non s’impose con la forza al popolo tedesco, fu nominato cancelliere con procedure legali, in una società moderna e burocratizzata, colta, tecnologicamente evoluta. In apparenza civilizzata. Le sue idee erano note ben prima che salisse al potere. La Germania lo sostenne. O non si oppose, se si preferisce. In fondo, i tedeschi lo aspettavano, un fürher. Aspettavano un granello smargiasso con le sembianze di un gigante, un millantatore dalle grandi doti oratorie che dicesse quello che volevano sentir dire e che non avevano, loro, il coraggio di proferire, aspettavano un omuncolo repellente e tracotante capace di istigare all’odio, che desse il via a una violenza inaudita di portata mondiale come fosse ordinario svolgimento burocratico. La banalità del male. <br />Le conseguenze sono note. </p><p>L’autore del <em>Mein Kampf</em> non era un maniaco degenerato; fanatico, ossessionato dal potere, ma non folle, altrimenti bisognerebbe spiegare com’abbia potuto una nazione così evoluta com’era la Germania, lasciarsi trascinare nel baratro da un mentecatto. Quella Germania <em>“che aveva creato Adolf Hitler, che nella sua visione aveva scorto il proprio futuro ponendosi sollecitamente al suo servizio, e che fu partecipe della sua tracotanza…”.</em> E che con lui fu sconfitta. </p><p>Opera imponente. Grande e rigoroso lavoro di Kershaw; uno studio attento e documentato su Hitler e il suo potere, un’analisi sulla società tedesca che, stravolta dalla sconfitta della prima guerra mondiale, politicamente ed economicamente instabile, contribuì al successo del führer. <br />Chissà, se Roma non avesse concesso a Alois di sposare la cugina, o se Adolf avesse seguito le sorti dei suoi fratelli; chissà se l’accademia d’arte l’avesse accettato, o chissà se la Germania si fosse comportata diversamente, se le potenze occidentali avessero reagito senza tentennamenti, chissà… <br />Continuerò a chiedermi come sia potuto accadere, e come mai la Germania, e gli altri paesi europei non abbiano avuto la lucidità, la forza e il coraggio di rispondere fermamente una volta compresa la portata della tragedia che si andava profilando. Mi sono data delle risposte che vanno oltre le ragioni storiche e politiche, e non mi sono piaciute affatto. Tutto si concentra su ciò che siamo. E la puzza è tremenda.</p><br><br>Postato in: Hitler <a href="https://bct.comperio.it/community/forum/reviews/show/3734#post3734">Mostra l'argomento</a> | <a href="https://bct.comperio.it/community/forum/reviews/show/3734#post3734">Posta la risposta</a> Sat, 23 Dec 2017 22:44:27 +0100 https://bct.comperio.it/community/forum/reviews/show/3734#post3734