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La ferocia
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Lagioia, Nicola

La ferocia

Torino : Einaudi, 2014

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Abstract: In una calda notte di primavera, una giovane donna cammina nel centro esatto della strada provinciale. È nuda e coperta di sangue. A stagliarla nel buio, i fari di un camion sparati su di lei. Quando, poche ore dopo, verrà ritrovata morta ai piedi di un autosilo, la sua identità verrà finalmente alla luce: è Clara Salvemini, prima figlia della più influente famiglia di costruttori locali. Per tutti è un suicidio. Ma le cose sono davvero andate cosi? Cosa legava Clara agli affari di suo padre? E il rapporto che la unisce ai tre fratelli - in particolare quello con Michele, l'ombroso, il diverso, il ribelle - può aver giocato un ruolo determinante nella sua morte? Le ville della ricca periferia barese, i declivi di ogni rapida ascesa sociale, una galleria di personaggi indimenticabili, le tensioni di una famiglia in bilico tra splendore e disastro: utilizzando le forme del noir, del gotico, del racconto familiare, scandite da un ritmo serrato e da una galleria di personaggi e di sguardi che spostano continuamente il cuore dell'azione, Nicola Lagioia mette in scena il grande dramma degli anni che stiamo vivendo.

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Utente 11582
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L'autore è talentuoso e la storia da lui ideata poteva dare vita ad un romanzo molto bello ed interessante. Infatti è attuale, ricca e ben intessuta, nel delineare ed analizzare i 6 membri della famiglia protagonista, dominata dalla figura del padre, ricco imprenditore senza scrupoli fattosi dal nulla.
Nello svolgere, peraltro brillantemente, il tema, il giovane autore ha deciso però (forse a ragione, visto che ha poi vinto il premio Strega che "toccava" alla Einaudi) che, per rendersi gradito agli stanchi rituali e circoli dell' "intellighenzia" nazionale, occorresse allontanare ogni rischio di essere ritenuto troppo provinciale e giovane o troppo poco moderno, progressista e fuori dagli schemi. Così ha pensato bene, tra l'altro: a) di compiacersi di terminologia e sintassi esasperatamente "estetiche", la cui eccessiva ricercatezza suona improbabile, barocca e stucchevole; b) di intrecciare esageratamente i vari rami della storia, con incisi, flash back e salti temporali continui e poco chiari.
In definitiva la lettura risulta faticosa e spesso sgradevole (come alcuni personaggi), con necessità di varie riletture per capire e non perdersi, se pure permane l'interesse a giungere alla fine.

P261120
1 posts

Condivido quanto espresso dall'utente 11582, in merito alla originalità della storia e nella descrizione dei vari personaggi. In effetti la ricercatezza di terminologie ed incisi assai arzigogolati, rende a volte un po faticosa la comprensione con conseguente rilettura di passaggi per meglio comprenderne il senso.

P281894
23 posts

"Lei era magnete e assenza di volontà, l'ipnotico richiamo assecondato il quale tutto si fa identico e perfetto".
Questa frase racchiude tutto il libro. All'inizio risulta un po' ostico, forse a causa del linguaggio ricercato dell'autore, ma allo stesso tempo risulta essere la forza attrattiva del libro. Continuando nella lettura non si riesce a staccarsene. Il climax si raggiunge nella parte centrale, per poi perdere un po' di tensione nel finale.

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