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Mitologia delle costellazioni
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Ridpath, Ian

Mitologia delle costellazioni

Padova : F. Muzzio, 1994

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Giuseppe Sirugo
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Quella di narrare storie è una delle più avvincenti arti umane, e nulla è di più grande ispirazione per l'immaginazione di un narratore delle stelle della notte. Questo libro di racconti delle stelle ha le sue radici in una serie di guide all'osservazione del cielo, che Ian Ridpath ha redatto insieme al grande cartografo celeste olandese Wil Tirion.
Descrivendo ciascuna costellazione, l’autore si ritrovò di fronte a quali fossero le sue origini e in che modo gli antichi fossero arrivati alla sua personificazione mitologica. I libri di astronomia non contenevano risposte soddisfacenti; o non davano affatto indicazioni di tipo mitologico, o raccontavano storie che, l’autore ha scoperto più tardi, non erano conformi agli originali greci. Quindi decise di scrivere un libro sulla mitologia delle costellazioni. E tale impresa si rilevò molto affascinante.

L’oggetto del proprio studio fu di capire come la letteratura greca e quella latina abbiano informato la percezione delle costellazioni così come le conosciamo oggi: per quanto possa sembrare sorprendente, le costellazioni riconosciute dalla scienza del XX secolo sono essenzialmente quelle degli antichi Greci, frammischiate a quelle aggiunte in epoca moderna. A questo fine, l’autore risalì alle fonti originali greche e latine ogniqualvolta è stato possibile. Nonostante tentò di riferire le principali varianti di ciascun mito, identificandone il relativo autore dove era il caso, resta inteso che non esiste un mito "esatto": per quanto riguarda alcune storie, ci sono quasi tante versioni differenti quanti sono i mitologi. Inoltre, anche chiarire ciò che non si troverà in questo libro ha cercato di non fare paragoni fra le costellazioni greche e latine e quelle immaginate da altre culture come l'egiziana, l'indù o la cinese.
Per quanto le differenze possano essere affascinanti, una tale digressione avrebbe portato troppo lontano dagli scopi che si ero prefissato. Per cui non investigò molto e a fondo nella confusa palude della speculazione intorno all'origine delle costellazioni: ciò sarebbe stato un compito dello storico. E a dire il vero sarebbe stato probabile di non riuscire a trovare risposte convincenti, considerando la frammentarietà delle informazioni che ebbero a disposizione.
Poiché gli astronomi dell'antichità hanno visto ciascuna costellazione come la personificazione di un personaggio mitologico o di un animale, anziché come una semplice zona del cielo, che è invece la definizione che le danno oggi gli astronomi topografi. E a l’autore gli sembrò naturale illustrare ciascuna di esse con una figura tratta da una vecchia carta celeste: queste carte celesti sono di per sé opere d'arte, fra i tesori più eleganti che ci siano stati tramandati dagli astronomi del passato, poichè le costellazioni forniscono un legame molto reale con le civiltà più antiche. Costituiscono l'eredità che ci accomuna tutti ogni volta che osserviamo un cielo notturno.

Giuseppe Sirugo
245 posts

La narración de cuentos es una de las más irresistible extremidades humanas. Gran inspiración para la imaginación de un narrador de las estrellas nocturnas. Este libro tiene sus raíces en una serie de guías para observar el cielo, que Ian Ridpath escribió junto con el gran cartógrafo celestial holandés Will Tirion.
Al describir cada constelación, el autor se encontró frente a cuáles eran sus orígenes y cómo los antiguos habían llegado a su personificación mitológica. Los libros de astronomía no contenían respuestas satisfactorias. Otros libros no dieron indicaciones mitológicas en absoluto, o contaron historias que, según descubrió el autor más tarde, no se ajustaban a los originales griegos. Entonces decidió escribir un libro sobre la mitología de las constelaciones. Empresa que resultó ser muy fascinante.

El objetivo de su estudio fue comprender cómo la literatura griega y la latina han informado la percepción de las constelaciones tal como hoy las conocemos: por sorprendente que parezca, las constelaciones del siglo XX reconocidas por la ciencia son esencialmente las de los antiguos griegos, mezcladas y agregadas a la de la era moderna. Con este fin cada vez que fue posible el autor se remonta a las fuentes griegas y latinas originales. Trató de informar las principales variantes de cada mito, identificando a su autor dónde fue el caso. Se entiende que no existe un mito "exacto": frente lo que respecta algunas historias, por los mitólogos hay tantas versiones diferentes. Además aclara lo que no se encontrará en este libro: Ian Ridpath ha tratado de no hacer comparaciones entre las constelaciones griegas, latinas, las imaginadas por otras culturas como la egipcia, hindú o china.
Por mucho que las diferencias puedan ser fascinantes, tal digresión habría llevado demasiado lejos de los objetivos que el autor se había fijado. Por lo tanto en el confuso pantano de especulaciones sobre el origen de las constelaciones no investigó mucho y a fondo: iba a ser una tarea del historiador. Y para decir la verdad habría sido probable que no pudiera encontrar respuestas convincentes, considerando la naturaleza fragmentada de la información que tenían disponible.
Los astrónomos de la antigüedad vieron cada constelación como la personificación de un personaje mitológico o un animal, y no como un área simple del cielo (lo que es la definición dada por los topógrafos y astrónomos de hoy). Al autor le pareció natural ilustrar cada uno de ellos con una figura tomada de una antigua tarjeta celestial: estas tarjetas celestiales en sí mismas son obras de arte. Son los tesoros más elegantes que nos han transmitido los astrónomos del pasado, ya que las constelaciones proporcionan un vínculo muy real con las civilizaciones más antiguas. Y constituyen el legado que nos une a todos cada vez que observamos un cielo nocturno.

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