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E=mc²
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Bodanis, David

E=mc²

Milano : Mondadori, 2001

Abstract: Partendo dai singoli elementi che compongono l'equazione E=MC2, Bodanis ha ricostruito la storia di ogni lettera e simbolo matematico attraverso le scoperte che hanno consentito a Einstein di elaborare il suo pensiero, dalla rivelazione di Ole Romer, secondo cui la velocità della luce poteva essere misurata, ai lavori pionieristici di Michael Faraday sull'energia. E in questa biografia ha ripercorso la vita di E=MC2, dalla nascita alla maturità, spiegando come essa abbia segnato il ventesimo secolo: questa formula ha consentito a Rutherford di scoprire la struttura interna dell'atomo, a Fermi di condurre i suoi fondamentali studi sul nucleo e i neutroni e a Meitner di capire come si poteva scindere un atomo.

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Giuseppe Sirugo
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Il titolo: E=mc² spiega un po’ da sé quello che l’autore con un romanzo ha voluto sottintendere. David Bodanis, docente all'Università di Oxford, nel libro raffigura la formula della relatività del fisico ebreo Einstein Alberto (1879 – 1955). La narrazione non è soltanto l’apice della storia biografica dello scienziato, premio Nobel per la fisica l’anno 1921. Tanto meno è un libro di fisica dove Bodanis si cimenta nel spiegare passo per passo la teoria della relatività, cosa che sicuramente moltissimi lettori stenterebbero nel capirla a causa della complessità. Ma nella maniera più semplice ha ripreso lettere e simboli matematici per mettere in luce quelle che furono le scoperte scientifiche più avvincenti; il racconto ai tempi del liceo sarebbe potuto essere noioso invece Bodanis nella stesura è riuscito a convertirlo in un avvenimento di facile comprensione.

In questo entusiasmante viaggio storico dal quale furono scritte intere enciclopedie al fine di spiegare la scoperta della relatività, tuttavia dovendo separare i capitoli fra loro in maniera da far comprendere gli stessi sottotitoli, il docente universitario ha rievocato alcuni dei personaggi storici e famosi che a seguito marciarono attorno alla formula. Con dimestichezza si è avvicinato al significato dell’equazione di Einstein e da una rappresentazione sintetica spiega il titolo del libro, E=mc²: la E ‘sta per energia; il segno = rimane invariato da quello della matematica; il segno M per la massa; la C attinge alla velocità della luce mentre il numero 2 finale lo dà come il processo di espansione, quello che poi rende l’effetto al prodotto tipo il risultato di una cosa vista con la lente d’ingrandimento. Da qui, una volta che l’equazione era ormai consolidata da eventuali variazioni l’autore rammenta che questa diede supporto a diverse persone per l’approfondimento di eventuali studi, ad esempio: Marie Curiese con i primi esperimenti della radioattività; la struttura dell’atomo scoperta da Ernest Rutherford e chi scavò poi all’interno del suo nucleo, ossia Enrico Fermi. Da questi ultimi due scienziati sino a Lise Meitnerr che intuì la scissione; tutte persone che conseguentemente hanno studiato e lavorarono intensamente per quello che sarebbe stato l’effetto violento di una bomba chimica.
Una volta narrata sinteticamente la rappresentazione della relatività e coloro che furono da supporto ci fu una lotta contro il tempo nei confronti di un’inarrestabile distruzione mondiale: con altre parole, ci fu una corsa per sviluppare la bomba atomica, atto che avrebbe cambiato il mondo irrevocabilmente poiché l’energia di massa quando condensata e concentrata sotto le giuste circostanze ondeggia come una forma alternativa di massa e distrugge tutto ciò che è in prossimità dell’influenza del suo raggio d’azione. L’ingegno dell’equazione dello scienziato in maniera pragmatica si dimostrò con la distruzione di Hiroshima. Inoltre, prima di giungere a l’effetto catastrofico della bomba, Bodanis soffermandosi su determinate circostanze era inevitabile che non rimembrasse i predecessori che furono d’appoggio alla formula che segnò il ventesimo secolo, come per esempio il nome di Maxwell, Faraday e quello del chimico francese Lorenzo Antonio Lavoisier. Magari queste prime persone non ottennero la popolarità che raggiunse Einstein ma al fisico sono ugualmente serviti per salire di gradino e stabilire definitivamente l’equazione: E=mc².

Giuseppe Sirugo
247 posts

Por sí mismo el título: E=mc² explica un poco lo que el autor quería hacer entender sobre el volumen. David Bodanis, profesor de la Universidad de Oxford, en el libro describe la fórmula de la relatividad del físico judío Einstein Albert (1879-1955). La narrativa no es solo el pináculo de la historia biográfica del científico, premio Nobel de física en año 1921. Mucho menos es un libro de física donde Bodanis trata de explicar paso a paso la teoría de la relatividad, que seguramente muchos lectores tendrían dificultades para entender debido a la complejidad. Pero el autor en la manera más simple tomó letras y símbolos matemáticos para resaltar cuáles fueron los descubrimientos científicos más convincentes; la historia en temporada de escuela secundaria podría haber sido aburrida, en cambio, Bodanis en esto libro logró convertirla como un evento fácil de entender.

En este viaje emocionante histórico donde se escribieron enciclopedias enteras para explicar el descubrimiento de la relatividad, sin embargo dividiendo capítulos entre ellos para que los lectores y estudiosos entiendan los subtítulos, el profesor universitario recordó algunos de los personajes famosos y históricos que luego marcharon en torno a la fórmula de Albert Einstein. Con confianza se acercó al significado de la ecuación de Einstein y a partir de una representación sintética explicó el título del libro <i>E = mc²:</i> <i>E</i> que significa energía; el signo <i>=</i> permanece igual al de las matemáticas; el signo <i>M</i> para la masa; la <i>C</i> se basa en la velocidad de la luz, mientras que el número <i>2</i> final lo da como el proceso de expansión, lo que luego devuelve el efecto del producto. En otras palabra, sea el resultado de una cosa vista con una lupa. A partir de aquí, una vez que la ecuación quedó consolidada de cualquier variación, el autor recuerda que fue de apoyó a varias personas para la profundización de cualquier estudio, por ejemplo: Marie Curiese con los primeros experimentos de radioactividad; la estructura del átomo descubierta por Ernest Rutherford; Enrico Fermi que cavó dentro del núcleo del átomo. Y desde Ernest Rutherford y Enrico Fermi hasta a llegar a Lise Meitnerr que percibió la división del átomo, por ejemplo. Todas personas que consecuentemente estudiaron y trabajaron intensamente para lo que habría sido el efecto violento de una bomba química.
Una vez que se narró brevemente la representación de la relatividad y las personas que apoyaron la ecuación hubo una lucha contra el tiempo frente una destrucción mundial imparable: hubo una carrera para desarrollar la bomba atómica. Un acto que habría cambiado el mundo irrevocablemente ya que la energía de masa cuando condensada y concentrada bajo justas circunstancias se balancea como una forma alternativa de masa y destruye todo lo que está cerca de su rango de acción.
La ingeniosidad de la ecuación del científico en manera pragmática quedó demostrada con la destrucción de Hiroshima. Además, antes de alcanzar el efecto catastrófico de la bomba, Bodanis pensando en ciertas circunstancias era inevitable que no recordara los predecesores que apoyaron la fórmula que marcó el siglo XX. Como por ejemplo el nombre de Maxwell, Faraday, y lo del químico francés Lorenzo Antonio Lavoisier; tal vez estas primeras personas no obtuvieron la popularidad que alcanzó Einstein, pero es cierto que al físico son igualmente servidos para intensificar y establecer definitivamente la ecuación: E=mc².

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