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L'urlo e il furore
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Faulkner, William

L'urlo e il furore

Torino : Einaudi, 2014

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Abstract: Il 1929, passato alla storia come l'anno del crollo di Wall Street che segnò l'inizio della Grande Depressione, è un anno fondamentale anche per la letteratura americana. Escono infatti Addio alle armi di Hemingway e L'urlo e il furore di Faulkner, una coincidenza che avvicina i libri, diversissimi tra loro, di due amici. Faulkner dà voce barocca a tutte le ossessioni e i fanatismi di quel Sud di cui pativa l'interminabile decadenza, incominciata con la sconfitta nella guerra civile. La mitica contea di Oxford diventa il teatro di un insanabile conflitto tra bianchi e neri, bene e male, passato e presente. Il romanzo è un complesso poema sinfonico in 4 tempi, che scandiscono le sventure di una famiglia del profondo Sud.

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Giuseppe Sirugo
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Regola valevole per la maggior parte degli scritti dell’autore, pure questa opera in un qual modo è una tipica narrazione americana, riflessa ai personaggi meridionali degli Stati Uniti e luogo dove lo scrittore trascorse la propria esistenza: da questo romanzo, se si dovrebbe considerare il periodo in cui lo stesso iniziò ad affrontare il problema dell’alcolismo potrebbe diventare comprensibile che William Faulkner l’etilismo l’avesse già conosciuto. Ovviamente come ritenne anche l’autore il titolo "L’urlo e il furore" non ha niente a che fare con la storia della narrazione; a prescindere dai titoli attribuiti ai romanzi, lo scrittore avendo esordito inizialmente come poeta e a seguito con soli ventinove anni come scrittore di differenti bozzetti narrativi non avrebbe potuto lasciare ombra di dubbio che il proprio talento letterale nel 1949 l’avesse portato a ottenere il Premio Nobel per la letteratura.
Questa opera è composta in quattro parti alquanto correlate tra loro, ma con una stesura scritta che è variabile fra gli stessi titoli.

  • Il primo racconto stando alla prefazione dovrebbe riflettere l’incapacità di un ragazzo di trentatré anni, ma quando poi si legge il paragrafo c’è un ricorso abbondante di dialogo. Dove prevale il discorso di un gruppetto di bambini o a volte anche le medesime lamentele e i pianti di questi bimbi: in questo primo racconto assimilai un problema di fondo che l’autore avrebbe avuto modo di mascherare in due modi, o aggregare al contesto un dialogo di più persone in modo di dissipare l’eventuale problema antecedente, o quello di estendere per scritto una prosa ben composta in maniera di alludere la sola professionalità letterale.
  • Al secondo racconto si potrebbe riconoscere il piacere della lettura. Ma anche una stesura già impressa che però andrebbe riscritta.
  • Il terzo racconto è una storia che avanzò nel suo proposito. Non sono più presenti lamentele o pianti infantili poiché alla narrazione vige maggiormente un contesto finanziario e non capriccioso: anche in questo capitolo la storia non è interessante e probabilmente la narrazione andrebbe riscritta. Ma l’eventuale lettura rimane una traduzione alquanto scorrevole, quindi piacevole da leggere.
  • Il quarto paragrafo e per concludere il racconto dovrebbe essere una raccolta dei tre capitoli precedenti. Che non mostrano, o al caso celano perfettamente i problemi di verginità per i quali l’autore inizialmente si sarebbe dovuto inspirare per scrivere il libro.

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