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Flatlandia
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Abbott, Edwin A.

Flatlandia

Torino : Einaudi, 2011

Abstract: Flatlandia è stato pubblicato anonimo nel 1882. Abbott vuole spiegare la natura delle tre dimensioni che conosciamo, in modo da prepararci all'eventualità di una quarta dimensione, ancora sconosciuta. Così immagina un mondo a due dimensioni, Flatlandia, dove la terza dimensione è inconcepibile. Ma che cosa succede se un abitante di Flatlandia si rende conto che un'altra dimensione è, non solo concepibile, ma addirittura esistente? Al suo primo apparire, l'opera di Abbott non riscosse particolare attenzione. Ma è nel 1920, nel secolo di Einstein, che inizia ad attirare l'interesse di molti per l'evidente analogia con lo sforzo di comprensione che la teoria einsteiniana portava con sé. Come è noto, infatti, la teoria della relatività aggiunge una quarta dimensione, il tempo. Da allora questo libro è diventato un classico della letteratura, contaminata con la scienza. Prefazione di Claudio Bartocci.

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Un colto quadrato ci racconta che nel bidimensionale universo mondo della Flatlandia le donne sono linee rette, i soldati e gli operai delle classi inferiori triangoli con base variabile; quando la loro base misura meno di un terzo di centimetro, i loro vertici sono così acuminati che è difficile distinguerli dalle donne. La borghesia si compone di triangoli equilateri. Professionisti e gentiluomini sono quadrati e pentagoni. L’aristocrazia si divide in classi, iniziando dagli esagoni fino a giungere ai poligoni. Su tutti domina la figura che ha un numero incalcolabile di lati, tale da somigliare a un cerchio: l’ordine sacerdotale.
È legge naturale che i figli maschi nascano con un lato in più del padre. In questo modo ogni generazione salirà di un gradino la scala gerarchica.
Le figure che presentano irregolarità geometriche sono incompatibili con la sicurezza dello Stato, pertanto vanno sistemate a dovere.
Le donne, all’ultimo posto della gerarchia geometrica della Flatlandia, sono pericolosissime: acuminate come sono, potrebbero perforare gli altri abitanti di questa terra. Ecco allora che per le donne ci sono regole specifiche. Nelle case hanno un ingresso sito sul lato orientale a loro uso esclusivo. Sono costrette, nei luoghi pubblici, a camminare emettendo il grido di pace. Da ferme o in movimento devono muovere senza sosta il deretano, da destra a sinistra. Se tengono alla loro vita è bene che si attengano ai precetti.
A creare confusione nel piatto mondo della Flatlandia è l’arrivo di una sfera che porta il buon quadrato a visitare il suo, di mondo: Spacelandia. Il nostro scopre così la tridimensionalità; dubbi e domande si affollano nella sua mente. Se esistono mondi a due e tre dimensioni, ce ne saranno altri a quattro, cinque, sei o infinite dimensioni. Ne parlerà, a suo rischio e pericolo, l’eresiarca!

Leggo che Flatlandia uscì anonimo nel 1882. Lo stesso anno della morte di Darwin. Una curiosa coincidenza, però leggendo il racconto di Abbott pensavo alla gerarchia geometrica di Flatlandia e al darwinismo sociale.
Charles, dagli una letta, se ti capita! E prima di dubitare che possa prenderti per i fondelli, fatti una risata, che ho riso anch’io, nonostante abbia trovato tanta similitudine con l’attuale società.

Volete visitare Flatlandia? Ecco il biglietto.
https://www.youtube.com/watch?v=tNDhjYQKWt4
Buon viaggio!

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