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I nutrimenti terrestri
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Gide, André

I nutrimenti terrestri

Torino : Einaudi, [1994!

Abstract: E' una via di mezzo tra il trattato e il poema in prosa. Rivolgendosi ad un interlocutore giovinetto, Gide si domanda se le gioie dei sensi e il fervore spirituale siano conciliabili. La risposta è affermativa se la nostra disponibilità alla vita riunisce anima e corpo e diventa la base per un'esperienza laica del sacro. E' il libro più noto tra quelli del periodo giovanile dello scrittore, un'opera in cui la prosa poetica e il verso libero si alternano per dare voce a sparsi ricordi, appassionati richiami a terre vicine e lontane, dove il Mediterraneo, l'Africa del Nord, l'Italia contrastano mirabilmente con la piovosa terra di Normandia o le brumose città del Nord.

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Giuseppe Sirugo
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Bisognerebbe considerare sempre che cada lettore i libri l’interpreta di proprio gusto, specie se non competente o se questi libri trattano poesie, dove fra poeti le affinità diventano innumerevoli. Dello scrittore André Gide il libro: I nutrimenti terrestri fu la prima novella resa pubblica: nonostante la giovane età, Gide con molta semplicità dovuta a l‘esperienza narra la storia di un hippy. E già dalle prime pagine lo fa raccogliendo per scritto l’esigenze di un giovane spensierato che è in cerca della propria libertà. Inoltre per essere stato il primo libro non fu affatto sobrio, riuscendogli la stesura con un’eccellente prosa poetica.
In principio il novellista si esprime con un monologo, dove il poeta stesso decide di chiamare il libro Natanale. Quindi il poeta-novellista tiene questa configurazione oggettiva chiamata Natanale, alla quale l’hippy emblematico incarnato in André Gide, poeticamente e senza inibizioni racconterà le proprie sensazioni, per esempio: il desiderio; il bisogno di viaggiare fisicamente come anche i viaggi effettuati, quindi l’esigenza di scrivere per esporre le proprie esperienze; il sentimento che prova per il medesimo sesso; etc. Il poeta mostra ispirazione nel mettersi a nudo: tutto questo con una modalità che venne estesa al presente, ma esposta anche al prossimo; ai livelli professionali del poeta, il confine delle capacità proprie riguardo altri autori professionisti è minimo, se non si è competenti questi geni dell’immaginazione possono rivelarsi tutti uguali e bravi. Però, da un parere personale, in questa occasione è come se lui fosse stato il riflesso di un concetto di Jorge Luis Borges, ove questo altro pensatore e scrittore narrando al presente non faceva altro che accentuate il proprio pensiero: ricordato come"Immortalismo". Qualcosa che sarebbe rimasto presente sempre, oggi come per il domani: per Borges ciò accade a chi accetta l'istante. Chi non conosce più un domani. Tutto ciò, probabilmente, in una società lavorativa che ai suoi tempi non era ancora ben definita e tuttavia cercava nutrimenti concreti.
In fondo su questo manuale il poeta francese è un giovane hippy che cerca soltanto la sua crescita professionale. Chi sa quale fu la vera riflessione: segno della propria gioventù, forse già confermata come scrittore del domani. O una persona ingenua e ricca di desideri, che poi, la brama stessa fondamentalmente fu ciò che servì come stimolo e per guidarlo verso il confine del pensiero proprio. A volte alla maniera del novellista argentino Borges, per raggiungere l‘immortalità, nonostante che Gide il domani probabilmente lo tenne pianificato da subito.

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