Community » Forum » Commenti ai titoli

E la donna creò l'uomo
4 1 0
Mughini, Giampiero

E la donna creò l'uomo

Milano : Mondadori, 2006

Abstract: Nella Parigi degli anni Cinquanta, che dà vita al Crazy Horse e dove vengono pubblicati Bonjour tristesse di Françoise Sagan e Histoire d'O di Pauline Réage, ma anche Lolita, il capolavoro di Vladimir Nabokov che nessun editore al mondo ha voluto, brigidismo e lolitismo fanno tutt'uno. Nasce allora il mito della fanciulla tanto più acerba e tanto più seduttrice, la liceal-lolita. Il racconto di Giampiero Mughini, spaziando da Salvador Dali a Christiane Rochefort, dalla spogliarellista Rita Renoir a Simone de Beauvoir, da Jean-Louis Trintignant a Jean Gabin, è la storia di un'epoca, di un mondo in jeans e maglietta il cui teatro ogni giorno si rinnovava e di cui la Bardot divenne la portabandiera.

Moderators:

116 Visite, 1 Messaggi
Giuseppe Sirugo
116 posts

Il libro: E la donna creò l’uomo, è una narrazione del giornalista, scrittore e opinionista televisivo Giampiero Mughini. Il giornalista racconta la storia di un’epoca, quali anni trascorsi furono inclini a un forte accenno femminista suscitato da Brigitte Bardot, che in breve tempo col proprio stile di vita diventò un’icona a livello mondiale sia nel piccolo che sul grande schermo. Nella stesura Mughini per prendere appunto e approfondire la propria conoscenza si è recato in una delle più antiche biblioteche torinesi, ha rivisto tutti quegli articoli e foto riferibili al sex symbol di Brigitte, e spaziando con la propria creatività ne ha scritto il libro.
La storia benché riconosce l’apice di una donna che ormai si è ritirata dallo schermo televisivo può essere ritenuta contemporanea, certamente non è il mezzo secolo che separa da l’inizio carriera dell’attrice per dissipare un’idea erotica e l’istigazione femminile: nel raccontare l’icona sexy la rimembra come donna illusionista e tentatrice di uomini, la bionda che riuscì a farsi reputare la cosa più importante della vita; paradosso che di quel destino corrente la coincidenza volle farla esplodere il giorno della prima parigina di "Et Dieu... créa la femme".

Quando parliamo di erotismo alla mente affiorano facilmente immagini di nudo, ma Brigitte è stata distante da questo tipo di esaltazione. Era differente da coloro che mostrarono le proprie nudità perché sulle cose regnava un portamento elegante. Si offriva con la più totale spontaneità, dove l’atteggiamento senza inibizioni con il quale calzava i bikini l’ha compiuto con la stessa disinvoltura che gli permise di cambiare molte volte compagno di vita. Non fu una donna che si è svestita chissà quanto, anche se di quel periodo fiorente del dopoguerra determinati atteggiamenti potevano solo arricchire pensieri di sesso maschile. Tuttavia, col proprio sex appeal riuscì a differenziasi dalla cagione del lolitismo per creare il mito della liceal-lolita, la fanciulla acerba e tanto seduttrice. Pronunciare il termine donna era sinonimo nel dire Brigitte Bardot. Girava tutto intorno a lei, per esempio: un cantautore, nonché suo amante del momento, conosciuto come Serge Gainsbourg gli dedicò delle canzoni che furono il culmine dell’erotismo del secolo Novecento; Roger Vadim crea l’immagine della Bardot e conseguentemente l’allusivo termine “brigidismo” che le fu accreditato ha scosso la brama degli uomini; mentre nei film, i vescovi americani raccomandavano di non vederli e Gary Cooper dichiara che ebbe voglia di mettersi un sacco in testa di quanto le movenze di Brigitte lo turbarono... C’è stato un effetto melodrammatico di ventenni che volevano un Mondo fatto di jeans e maglietta dove lo spettacolo fu un continuo rinnovarsi, intensa manifestazione che a seguito non ha più tramontato. Tanto è che nonostante siano trascorsi diversi decenni dal suo congedo televisivo la Bardot è rimasta la portabandiera e a Saint Tropez continua a essere onorata con la medesima foga di quando era un’attrice piena d’impegni cinematografici. Quello che oggigiorno si ricorda e di come Giampiero Mughini nel libro l’ha voluta rievocare per un’ultima volta si comprende perché: “E la donna creò l’uomo”.
Per concludere, il giornalista andò oltre quella che sarebbe potuta essere una viscerale lettera d’amore suscitata nei confronti di un‘icona della bellezza, perché in maniera emblematica il racconto può intendersi anche come il preludio moderno degli anni cinquanta francesi: in questo senso, nel sipario s’iniziarono ad accendere le luci e tutto cominciò ad assumere forma e colore, nasce il Crazy Horse; vengono pubblicati Bonjour tristesse di Françoise Sagan e Historie d'O di Pauline Réage; lo scrittore russo Vladimir Nabokov dà via all’immagine di Lolita, capolavoro libidinoso che nessun autore volle per sottintenderne l‘oggetto-nome lolitismo, etc. Sino ad arrivare a lei, a Brigitte Bardot, la ragazza che in jeans e maglietta segnò la storia di un’epoca. In Francia correva il mese di dicembre dell’anno 1956 e tutto stava congiungendosi a un’unica cosa. Da quel momento, il brigidismo ha influenzato intere generazioni femminili e molto educatamente è riuscito a diventare il desiderio erotico degli uomini.

  • «
  • 1
  • »

2726 Messaggi in 2345 Discussioni di 357 utenti

Attualmente online: Ci sono 9 utenti online