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Tunguska
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Riccobono, Nanni

Tunguska

Milano! : Rizzoli, 2000

Abstract: Il 30 giugno del 1908 una spettacolare esplosione squarcia il cielo siberiano nel bacino quasi disabitato del fiume Tunguska, distruggendo duemila chilometri quadrati di foresta. Solo vent'anni più tardi un geologo russo, Leonid Kulik, avanzerà l'ipotesi che sulla Siberia si sia schiantato un grosso meteorite, ma nonostante gli sforzi non riuscirà mai a trovare né il cratere dell'impatto né un frammento del corpo celeste. Da allora, all'ipotesi del meteorite, se ne sono affiancate altre, scientifiche o fantascientifiche. Per scoprire la verità, nel luglio del 1999 una spedizione italiana è tornata in quella regione impervia. Tunguska è il resoconto della missione e anche una narrazione entusiasmante di un mistero della scienza del nostro tempo.

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Giuseppe Sirugo
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La mattina del 30 Giugno 1908 alle ore 7,14 un meteorite roccioso (o di una cometa secondo l'ipotesi dell'astronomo britannico Fred Lawrence Whipple) di 60 metri di diametro penetra l’atmosfera ed esplode sopra la Siberia Orientale a circa 6-8 Km d’altezza. L’energia liberata fu spaventosa: si stima che l'onda d'urto dell'esplosione avrebbe potuto equivalere a un terremoto di grado 5 della scala Richter. Tanto forte che la foresta venne rasa al suolo per oltre 2000 Km².
Il mondo si accorgerà di quest’evento solo venti anni dopo grazie alla caparbietà di uno scienziato di nome Leonid Kulik, senza il quale sarebbe rimasto un avvenimento pressoché sconosciuto. Qualcuno potrebbe addirittura domandarsi perché la comunità scientifica è tuttora interessata a un fatto capitato un secolo fa. In realtà esistono diversi motivi che lo rendono ancora estremamente interessante e attuale:
 Perché è stata la più imponente deflagrazione di un meteorite a memoria d’ uomo che si possa studiare.
 Perché comprendere la dinamica dell’esplosione di Tunguska può aiutare a difenderci da minacce simili future.
 Perché se tale esplosione dovesse accadere nel nostro tempo, con buone probabilità sarebbe scambiata per un attacco nucleare da parte di una potenza straniera, in quanto gli effetti conseguiti sono del tutto simili a quelli di un’esplosione di tipo atomico.
 Perché non sono mai stati trovati resti del corpo cosmico esploso nei paraggi del fiume Tunguska Pietrosa. Nessun cratere, nessun frammento. Solo micro particelle incastrate negli alberi sopravvissuti alla catastrofe
Il racconto potrebbe interessare, o meno. Dipende poi dalla curiosità del lettore. In ogni modo il libro quanto al proprio genere è originale. E dà a conoscere differenti aspetti di una di quelle catastrofi rare sì, ma che comunque sia potrebbero verificarsi nuovamente.

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