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Diario di uno scienziato 1950-2000
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Schiffer, Davide

Diario di uno scienziato 1950-2000

Torino : Edizioni del Capricorno, [2005]

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Giuseppe Sirugo
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È un libro che a tratti diventa pesante da leggere, poiché lo scienziato sulle oltre 300 pagine racchiude 50 anni di esperienza. Ma è anche un volume che inviterei a chiunque a leggerlo. In questo volume del prof. Davide Schiffer, esponente di spicco della scuola di neurologia italiana, il suo linguaggio è terso e trasparente: si legge di uomini e di cose chiamati con il loro nome incontrati nella città Torino, per tutta l'Italia come anche all'estero nella seconda metà del secolo scorso. Tuttavia lo scienziato parla per scritto in modo rigoroso, pacato ed evocativo, sapendo mantener costantemente dell’ironia per tutta la stesura scritta.
Il diario, oltre a indicare alle generazioni che succedono il percorso che è stato fatto in questo cinquantennio, si propone come un contributo al "miglioramento dei sistemi italiani, sia il sistema universitario che sanitario". Un percorso che lo scienziato ha tracciato dividendo la sua attività tra reparti clinici, attività didattica e ricerca in laboratorio. Condotta in Italia per troppo tempo tra difficoltà incredibili, bloccata da una struttura rigida, volutamente povera e in genere priva di piani di sviluppo. Tanto che troppi giovani ricercatori italiani che avevano approfondito argomenti o acquisito nuove tecniche all'estero, al ritorno faticavano a svilupparli. Pur con le dovute eccezioni. Il libro non è solo il racconto di queste vicende, ma anche dell'evolversi della cultura generale del mezzo secolo trascorso, delle diatribe culturali dalle quali discendevano, degli avvenimenti e delle trasformazioni cui è andato incontro il nostro Paese. [...] Come dice Marco Revelli nella prefazione, Schiffer è percorso dalla volontà del sapere, che fa della conoscenza una forma della vita.
Il libro, volendo, si può leggere come un romanzo su molti e differenti registri: una galleria di ritratti di personalità disegnati pagina dopo pagina, dove al caso della sua esperienza si rivelano tratti sicuri e minuziosi. Si può leggere anche come un racconto dei luoghi e degli ambienti di ritrovo torinesi, o come specchio delle tensioni e contraddizioni del mondo accademico scientifico torinese e italiano. Il tutto attraversato da riflessioni filosofiche e osservazioni letterarie.

Giuseppe Sirugo
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Es un libro que a veces de leer se vuelve pesado, pero es también un volumen que invitaría a cualquiera a leerlo porque el científico en más de 300 páginas cuenta 50 años de experiencia. En este volumen el profesor Davide Schiffer, uno de los principales exponentes de la escuela italiana de neurología, tiene un lenguaje claro y transparente: leemos sobre hombres y cosas llamadas por su nombre conocidos en la ciudad de Turín, en toda Italia, así como al extranjero en la segunda mitad del siglo pasado. Habla rigurosamente por escrito con calma, en manera evocadora, y largo el texto sabe mantener constantemente su ironía.

El diario además de indicar las generaciones que sigue el camino hecho en estos cincuenta años se propone como una contribución por un "mejor sistemas italianos: tanto por la universidad como lo de los sistemas de salud". Un camino que el científico ha trazado dividiendo su actividad entre departamentos clínicos, actividad didáctica e investigación de laboratorio. Un camino realizado en Italia durante demasiado tiempo en medio de dificultades increíbles, bloqueado por una estructura rígida, deliberadamente pobre y generalmente carente de planes de desarrollo. Tanto es que muchos jóvenes investigadores italianos que habían profundizado temas o adquirido nuevas técnicas en el extranjero cuando regresaron lucharon por desarrollarlos, incluso con debidas excepciones.
El libro no es solo la historia de eventos, sino también la evolución de la cultura general del último medio siglo, las diatribas culturales que descendieron, como los eventos y transformaciones que ha sufrido Italia; como dice Marco Revelli en el prefacio, Schiffer está atravesado por la voluntad de saber, y hace del conocimiento una forma de vida.
Si la persona lo desea el libro se puede leer como una novela en muchos y diferentes registros: una galería de retratos de personalidades dibujadas página tras página. Dónde su experiencia revela características seguras y meticulosas. Además es un libro que se puede leer como una historia de los lugares y entornos de reunión de Turín, o como un espejo de las tensiones y contradicciones del mundo académico de Turín y de Italia: todo esto atravesado por reflexiones filosóficas y observaciones literarias.

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