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Il paradiso è altrove
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Vargas Llosa, Mario

Il paradiso è altrove

Torino : Einaudi, 2005

Abstract: Il gioco appare non solo con la forza del ricordo, ma con il suo possente valore simbolico di ricerca del paradiso in terra, inteso come giustizia, bellezza, libertà, amore: l'Utopia. E due utopisti sono Paul Gauguin e Flora Tristán, sua nonna materna agitatrice sociale e protofemnminista, le cui vicende vengono narrate in parallelo in questo romanzo. Ribelli e impulsivi, sognatori irriducibili ma anche ostinati combattenti.

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Giuseppe Sirugo
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El paraíso en la otra esquina, romanzo di Mario Vargas Llosa, venne pubblicato dalla casa editrice spagnola Alfaguara. La novella rende partecipe la figura di due persone reali, Flora Tristán, e il pittore Paul Gauguin: la prosa avrebbe un rilievo incisivo in quanto il romanzo tratta e dà da conoscere la figura di queste persone storiche, le quali nella vita reale non si sono mai conosciute perché distanziate dagli anni; ambi i personaggi lotteranno per degli ideali con l’intento di superarli, e in parte a quella che è una parentela distante l'unico contatto che ebbero fu che nella stessa casa dove visse la socialista e scrittrice francese a seguito nacque il pittore.
Da quanto si sa nella realtà, probabilmente Flora Tristán venne concepita in un bordello. Nel suo caso lo scrittore si farà carico della sua pacifica rivoluzione femminista: d'altronde, per parte dei fatti, a causa di un marito crudele fu vittima della sua medesima condizione femminina che la portò a percepire un orrore per l’altro sesso, così che da questa situazione di frustrazione che si stava incarnando in lei come via di fuga ebbe il desiderio di avere qualche relazione lesbica. Ma in Flora quel contesto reprimente da parte degli uomini non mutò e dopo aver avuto un approccio femminile cominciò a subire violenza da parte del marito. Quindi Tristán lotterà in difesa e per la liberazione di una classe di lavoratrici, ove mediante un comitato difensivo dei cittadini francesi si instaurerà il proprio viaggio. Diversamente, pure il pittore Paolo Gauguin, che antecedentemente fu un’agente di borsa, è una persona che difenderà la libertà sessuale come parte di una primitiva esaltazione; circostanza che lo porterà ad abbandonare la comoda vita da borghese nella quale era instaurato: l’ex agente di borsa è un genitore di diversi figli, ed è stanco della vita che stava conducendo. A un certo momento gli affiora alla mente e ritrova la vocazione per la pittura e da una propria scelta preferisce seguire questa inclinazione ormai venuta alla luce. A seguito, dal paese, determinata situazione lo farà trasferire e diventare un pittore ribelle. Mischiando tempo e scene lo scrittore ha rivisitato e fatto di sé i primi approcci dell’impressionista Gauguin: il gioco infantile del paradiso, concetto dal quale ha preso il titolo del libro; l’iniziale e doppia vita; la sua relazione con Van Gogh; una intermedia attrazione per l’altro sesso e la sua esperienza in proposito.

El Paraíso en la otra esquina potrebbe riferirsi a una sintesi parallela di due biografie. Meglio a dire, come già venne inteso con la dialettica degli scritti di Faulkner, l’autore ha voluto congiungere e mutare ambe le biografie in un unico romanzo: nella realtà non coincidono gli anni di Paul Gauguin, pittore, e Flora Tristán, questa seconda protagonista fondatrice di un moderno movimento femminista. Alla resa dell’astratta narrazione al contempo che la femminista subisce un colpo sul petto sparato dal proprio marito il pittore sarà vittima di una malattia. In pratica l’impegno di Vargas Llosa fu quello di alternare il periodo che è trascorso dalla storia di un soggetto a l’altro, rendere ancora vivi i due personaggi, e dare modo ai suoi lettori di conoscere aspetti ed esiti ambientali dove ebbero processo determinate azioni. Il libro sicuramente non è stato uno dei lavori più acclamati dello scrittore. Nonostante ciò, direttamente o indirettamente, come già ricordato precedentemente si avrà maniera di ripercorrere delle regioni francesi, inglesi, peruviane, egiziane ecc, ove contemporaneamente le visite regionali, l'abilità di Mario Vargas Llosa ha trovato rilievo nel saper concatenare storie di personaggi distanziati nel tempo. Con continui flash back, nella prosa codesti ritorni hanno messo in evidenza episodi della loro vita così facendo comprendere i talenti, pregiudizi, la personalità dei soggetti principali, i timori e gli stessi propositi di quando erano in vita; sebbene qualche parola sudamericana non è comprensibile con il castellano nella versione spagnola l'espressione scritta ha mantenuto un vocabolario relativamente semplice. Inoltre, differenziando dialoghi consci e brevi, la preferenza di Vargas Llosa fu quella di lasciare la fattezza del narratore che sa tutto in seconda o terza persona. Nell’insieme il risalto rimane quello di due vite totalmente opposte ma che lottano per un unico obbiettivo, la ricerca di un’ideale perfetto e di un paradiso perduto.
Concludendo, il libro si potrebbe dire che venne ultimato con un profondo messaggio sulla concezione dell’umanità dove l’utopia è parte propria dell’essere umano: tutte le persone seguono la propria utopia, la propria felicità, i propri sogni che molte volte non si realizzano o vengono troncati quando non sono ritenuti possibili. Riferito ai credenti, chi è che non si è chiesto dov’era dio quando stava accadendo qualcosa; chi è che non ha pensato che i soldi corrompono la naturalezza umana; chi è che non ha discriminato sesso, razza o religione. [...] In fine chi è che sulla Terra non ha cercato di essere un idealista e provato a trovare un eden, senza sapere dove sia veramente il paradiso. Tutto questo nella costruzione di una società ugualitaria o alla ricerca di un mondo primitivo dove non sia esistita la proprietà, la vigliaccheria e la convenienza in quella che è un’Europa contaminata.

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