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Il Don Chisciotte
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Citati, Pietro <1930- >

Il Don Chisciotte

Milano : Mondadori, 2013

Abstract: Chi ha scritto la complicatissima e fantasmagorica storia di Don Chisciotte, se il suo autore sostiene di non esserne il padre ma solo uno dei tanti patrigni? Da un lato, la memoria delle vicende del futuro personaggio, tramandata dai suoi compaesani e depositatasi in tradizioni manoscritte negli archivi della Mancia. Dall'altro, la Storia di Don Chisciotte della Mancia dell'arabo Cide Hamete Benengeli, in cui Miguel de Cervantes dice di essersi imbattuto quasi per caso. E siccome, nella Spagna del Cinquecento, un arabo non poteva essere che un falsario e un impostore, con la complicità di Benengeli infarcì il testo delle più inverosimili fantasie e fandonie. Ma lo scrittore spagnolo, bugiardo matricolato, credeva anche nella verità. Così il suo Don Chisciotte è un libro dove tutto è, al tempo stesso, assolutamente falso e assolutamente vero. Illuminando alcuni personaggi, temi (la veglia d'armi, i romanzi di cavalleria), oggetti (una lettera, un elmo, un paio di calze smagliate), luoghi (una grotta, un'isola), episodi (la fuga di Sancio, la morte dell'eroe), assunti come ipotetiche chiavi d'accesso al segreto del cavaliere errante, Pietro Citati cerca di diradare la nebbia che avvolge la natura di un libro che gioca continuamente con i nomi, gli eventi, gli intrecci, dissimulandoli e moltiplicandoli, con un tale divertito compiacimento da rendere pressoché impossibile distinguere realtà e illusione, finzione e verità, comicità e dramma.

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Citati ci accompagna nel “capolavoro di sogno e di fumo”.
Ed è il viaggio in un mondo dove tutto è vero e falso, dove “il vero, senza cessare di essere vero, è assolutamente falso, e dove il falso, senza cessare di essere falso, è assolutamente vero”.
È il viaggio nell’ambiguità, dove ciò che pare forse non è, dove follia e saggezza s’incontrano sull’esile linea di confine.
È il viaggio alla scoperta di personaggi che una volta conosciuti s’imprimono indelebilmente nella memoria.
È il viaggio, è l’omaggio, è un atto d’amore per questo cristo tragico e farsesco ch’è l’incommensurabile cavaliere dalla trista figura. Personaggio senza fine.
È il viaggio in un romanzo ch’è se stesso e altri mille e mille ancora.

Chi non avesse trovato finora un buon motivo per leggere Don Chisciotte, si affidi alle pagine di Citati. Il resto verrà da sé.

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