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Cecità
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Saramago, José

Cecità

Torino : Einaudi, \1996!

Abstract: In una città qualunque, di un Paese qualunque, un automobilista è fermo al semaforo, in attesa del verde, quando si accorge di perdere la vista. All'inizio pensa si tratti di un disturbo passeggero, ma non è così. Gli viene diagnosticata una malattia sconosciuta: un mal bianco che avvolge le vittime in un candore luminoso, simile a un mare di latte. Non si tratta di un caso isolato: è l'inizio di un'epidemia che colpisce progressivamente tutta la città e l'intero Paese. I ciechi vengono rinchiusi in un ex manicomio e costretti a vivere nel più totale abbrutimento da chi non è stato ancora contagiato. Tra la violenza e la lotta per la sopravvivenza si inserirà la figura di una donna che, con un gesto d'amore, ridarà speranza all'umanità.

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Utente 150
304 posts

L'ovunque in cui accade potrebbe essere qui o altrove, poco importa. È terribile, quell'ovunque dove nessuno corrisponde a un nome, rappresenta il nostro ovunque. Il mio, il tuo, quello di tutti.
Vedere la cecità con gli occhi di una donna, la sola sfuggita all'epidemia, ci consente di riflettere. La cecità non è uguale per tutti, ma ognuno sviluppa uno stato di regressione, in qualche caso così grave da ridurre alla brutalità più ignobile.
E chiedersi, chi riconosce la propria cecità può farcela?
E ancora, la cecità ha colpito anche me? Mi colpirà? Mi salverò?
E dirsi che forse il primo antidoto sta nell'imparare a dire "noi" e non soltanto "io".

Utente 705
151 posts

Un libro da leggere, uno dei libri che mi ha colpito di più tra i tanti letti. Colpita da lasciarmi ammutolita .


2 posts

La paura di noi stessi, la paura degli altri, generà cecità.

p135145
1 posts

uno dei piu' bei libri letti, lo consiglio

P21576
11 posts

Fantastico e' vero..ma anche un po' inquietante!..

P135194
36 posts

"Cecità" J. Saramago: 7
E se improvvisamente saltasse fuori una terribile forma di cecità che si trasmette rapidissimamente da una persona all'altra con un solo sguardo, il genere umano come reagirebbe?
Avrebbero ragione i buonisti con la riscoperta di nobili valori altruistici o i cinici con l'esacerbarsi dell'egoismo meschinamente umano?
E' un libro davvero molto crudo; Saramago descrive con dovizia di particolari cosa accadrebbe se, nel giro di pochissimo tempo, l'intero genere umano regredisse nelle ombre di una luminosa cecità.
In tutto il libro non si trova neanche un nome proprio, ma solo la descrizione o il mestiere o un segno distintivo dei vari personaggi come se, perdendo la vista, l'uomo perdesse anche il proprio diritto alla civiltà.

L'essere umano è dunque solo questo? E' fatto per metà da indifferenza e per metà da cattiveria?
Riassunto alla pagina http://riassuntiscurrilidimarzia.blogspot.it/2014/06/cecita-j-saramago-7.html

Stupendo, grande Saramago, come conosce l'animo umano. L'ho letto tutto d'un fiato. Consiglio vivamente di leggerlo .

P281894
33 posts

Un'epidemia di cecità e chi eri non ha più importanza. Sei avvolto da un biancore che annulla tutto, persino l'identità. La scelta dell'assenza di nomi contribuisce al senso di straniamento, insieme ad uno stile fluido, in cui mancano le virgolette ai discorsi diretti tra i vari personaggi. Solo una donna resta immune e sarà testimone del degrado in cui pian piano scivola il mondo. Un libro inquietante, potente.

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