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Bombay time
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Umrigar, Thrity

Bombay time

[Milano! : M. Tropea, [2004!

Abstract: Un quadro ironico e commovente della media borghesia filoccidentale di Bombay. Un edificio nel sobborgo parsi di Wadia Baug e tutti i suoi inquilini: famiglie in crisi, anziane vedove, una giovane alcolista e un uomo d'affari di mezza età, Rusi Bilimoria, il quale si sforza di mantenere unita la comunità che si sfalda inesorabilmente tra diatribe e pettegolezzi.

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La partecipazione al matrimonio del figlio di un abitante del condominio Wadia Baug di Bombay è l’occasione per rievocare storie e momenti di vita di alcuni dei residenti, tutti appartenenti alla minoranza parsi, di religione zoroastriana. Ben scritto e ben congeniato, scorrevole e ricco di episodi di vita vissuta, il libro ci introduce nell’India del ceto medio, fra massaie e anziani alla finestra, uomini che vanno al lavoro (e anche una donna) e ragazzi che si corteggiano. I personaggi sono tutti ben delineati. C’è la pettegola del condominio, con alle spalle una storia piena di delusioni, che è anche la consigliera del gruppo di donne da cui raccoglie dicerie e che ringrazia distribuendo erbe curative. Una fiumana di donne pettegole tanto da far dire alla nuora: “Perché non fanno volontariato invece di spiarsi l’una con l’altra?”. C’è chi si è allontanato dal quartiere dopo il matrimonio per poi ritornarvi a vivere perché “persino il matrimonio più saldo è formato da molte persone oltre ai due coniugi”. Ci sono storie d’amore e di dolore, anime perse e i contatti con le altre popolazioni e culture dell’India. Come scrive l’autrice alla fine del libro: “Per fare un libro ci vuole un villaggio”. E’ un ritratto di una comunità indiana che per certi versi è simile alla nostra vita di quartiere fra gli anni 60 e 70.

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