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La simmetria dei desideri
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Nevo, Eshkol

La simmetria dei desideri

Vicenza : Pozza, 2010

Abstract: Quattro amici guardano in televisione la finale dei Mondiali di calcio del 1998. Non hanno ancora trent'anni, e hanno condiviso la giovinezza, gli studi, l'esercito, le avventure, i sogni e le difficoltà, le speranze e gli amori. Sono uniti da un legame intenso, dal bisogno profondo di parlare e di confrontarsi su tutto, senza vergogna, affrontando le lacrime e la gioia, la vita in ogni suo aspetto. Yuval, il narratore, ha un animo buono e una spartana educazione anglosassone; Churchill è un egoista irresponsabile ma trascinante, ed è il fondatore della loro gang dai tempi del liceo. Ofir vive di parole e brucia ogni giorno la sua creatività in un ufficio pubblicitario. Amichai vende polizze mediche ai malati di cuore, è già sposato e ha due figlie. Durante la partita Amichai ha un'idea: perché non scrivere su un foglietto i propri desideri, i sogni per gli anni a venire, per poi attendere la prossima finale della coppa del mondo e vedere se si sono realizzati? Quel giorno in cui sta per scrivere il suo bigliettino Yuval ha da poco incontrato Yaara, e sa già che è la donna della sua vita. Nel bigliettino dei desideri Yuval scrive: Ai prossimi Mondiali voglio stare ancora con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio essere sposato con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio avere un figlio da Yaara. Possibilmente una figlia. Il suo destino, e quello dei suoi amici, è pronto a mettersi in moto.

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Antonella Greco
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Il narratore incomincia a raccontare la storia di questi amici in maniera distante ed asettica. Questo non me lo ha reso simpatico per un po'. I sentimenti e il luogo in cui gli avvenimenti si svolgono sembrano far parte di un quadro più grande. Più lo si osserva da lontano e più tutto diventa chiaro. Ad ogni pagina è come se si facesse un passo indietro dalla tela. I personaggi, i loro sentimenti, le loro interazioni, i loro scontri, tutto assume un peso diverso nel racconto e lo fa crescere. Da metà in poi tutti i personaggi diventano vivi ed assumono un loro spessore e una loro dignità, anche Yuval. Lui tiene insieme la storia senza ostacolarla. Proprio questo me lo ha reso antipatico all'inizio. Questa sua continua attesa, questa sua mancanza di iniziativa, questa sua inerzia, mi innervosivano.
Il racconto è scritto benissimo.
Ci sono pochi riferimenti a Israele, ma quei pochi sono indimenticabili. Sono come brevi salti nel buio che c'è in ciascuno. Pezzi di oscurità che prendono il sopravvento anche in chi normalmente è un bravo marito, un bravo padre o un bravo amico.

P17849
1 posts

Alla copia ricevuta in prestito mancano le pagg. 141/142, peccato!!!

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