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Il gioco dell'angelo
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Ruiz Zafón, Carlos

Il gioco dell'angelo

Milano : Mondadori, 2008

Abstract: Nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti, il giovane David Martín cova un sogno, inconfessabile quanto universale: diventare uno scrittore. Quando la sorte inaspettatamente gli offre l'occasione di pubblicare un suo racconto, il successo comincia infine ad arridergli. È proprio da quel momento tuttavia che la sua vita inizierà a porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti, lungo le strade di una Barcellona ora familiare, più spesso sconosciuta e inquietante, dai cui angoli fanno capolino luoghi e personaggi che i lettori de L'ombra del vento hanno già imparato ad amare. Quando David si deciderà infine ad accettare la proposta di un misterioso editore - scrivere un'opera immane e rivoluzionaria, destinata a cambiare le sorti dell'umanità -, non si renderà conto che, al compimento di una simile impresa, ad attenderlo non ci saranno soltanto onore e gloria.

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Antonella Greco
253 posts

Una grande delusione. Che peccato. Tanta fatica per seguire un intreccio interessante fino ad arrivare ad un finale stupido! Un gran peccato scrivere solo per scrivere. Questo libro ha lo stesso scopo del protagonista David Martin, i soldi! L'autore denuncia l'inutilità del suo libro, in apertura del racconto. La storia si apre come un lancio potentissimo per concludersi in uno sbuffo ridicolo. Tutto rimane aperto, non spiegabile né spiegato. Certo che esistono storie con finali aperti e lasciati all'immaginazione del lettore, ma come fa il lettore ad immaginare un finale o più finali in un caos così grande di personaggi e fatti che ad un certo punto sembrano stare insieme per caso? Nessun legame. Nessuna storia, nessuna risoluzione del mistero. Proprio come i libri scritti dal protagonista. Una storia inutile. Peccato!

P276726
5 posts

Devo ammettere che non mi è piaciuto molto questo libro. Penso che un numero di pagine più contenuto avrebbe giovato al racconto che mi è sembrato prolisso. Troppo violento e inverosimile il finale, oltre che essere poco chiaro e lasciare interrogativi non risolti. L'autore cerca di dipingere il narratore come un anti-protagonista mosso da idee e visione della vita opposte rispetto a quelle del protagonista del libro precedente, il ché potrebbe essere interessante. Tuttavia a mio avviso l'autore non si è giocato bene questa carta rendendolo solo antipatico. L'atmosfera del libro è in linea con la Barcellona dell'ombra del vento ma ancora più cupa. Il cimitero dei libri dimenticati sembra un'aggiunta alla storia con il solo scopo di connettere i due romanzi ma nulla di più.

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