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L' Italia in seconda classe
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Rumiz, Paolo

L' Italia in seconda classe

Milano : Feltrinelli, 2010

Abstract: Per una volta, ladies and gentlemen, non allacciatevi le cinture. Don't fasten your seat belts. Si parte in treno, la Cenerentola dei trasporti. Si fa l'Italia in seconda classe, per linee dimenticate. Buttate dunque a mare duty free, gate, flight, hostess e check-in. Lasciate le salette business a parlamentari e commendatur. Questo è un viaggio hard, fatto di scambi, pulegge, turbocompressori e carbone. E noi lo faremo, anche a costo di farci sbattere da una squinternata vagona baldracca, un glorioso rudere che cigola e scoreggia sulla rete di ferro, in attesa di rottamazione. In tasca, un'idea corsara. Percorrere 7480 chilometri, come la Transiberiana dagli Urali a Viadivostok. Una distanza leggendaria, un gomitolo lungo come l'Asia da srotolare dentro la Penisola. Non sappiamo ancora dove andremo e in quanto tempo consumeremo questo buono chilometrico che nessun biglietto può contenere. Sappiamo solo che il nostro è un conto alla rovescia che ci obbligherà a scendere al chilometro zero. Il treno, non l'aereo, ha fatto l'Italia. Un piccolo treno come questo che arranca tra praterie e fichi d'India. Siamo in ballo. Il viaggio comincia. (Paolo Rumiz). Con i disegni di Altan e una premessa del misterioso 740.

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Un libro che scorre, come scorre il treno che percorre i binari meno noti della nostra terra. Un libro che dovrebbe essere letto e poi lasciato sul sedile di un treno... magari ad alta velocità. Ah, dimenticavo... c'è anche 740 che accompagna il nostro viaggio... ma non vi dico chi è!

P112383
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Piacevole. RIflessioni assortite con un'Italia che cambia sullo sfondo.

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