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Factotum
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Bukowski, Charles

Factotum

Parma : U. Guanda, [1996!

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Utente 705
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Leggevo citazioni, persone entusiaste di Bukoski... non mi ha conquistata, bel libro, si legge in fretta, ma sinceramente non capisco tutta la passione per questo autore, ne leggerò altri

Utente 705
151 posts

“L’autobus correva lungo una striscia di cemento molto stretta a pelo dell’acqua senza parapetto, niente; tutto lì. L’autista si appoggiava allo schienale e passava rombando su quella stretta striscia di cemento circondata dall’acqua e tutti i passeggeri dell’autobus, venticinque o quaranta o cinquantadue persone si fidavano di lui, ma io no. Ogni tanto c’era un nuovo autista e io pensavo, come li scelgono, questi figli di puttana? L’acqua è profonda su tutt’e due i lati e basta un piccolo errore per andare tutti al creatore. Era ridicolo. Mettiamo che quella mattina avesse litigato con la moglie. O che avesse il cancro. O che vedesse la Madonna. O che avesse i denti cariati. Qualunque cosa. Bastava un niente. Avrebbe potuto impazzire. Buttarci tutti di sotto. Sapevo che se ci fossi stato io, al suo posto, avrei preso in considerazione la possibilità di trascinare tutti in acqua. Mi sarebbe piaciuto. e qualche volta, dopo considerazioni del genere, la possibilità diventa realtà. Per ogni Giovanna d’Arco c’è un Hitler appollaiato dall’altra estremità dell’altalena. La vecchia storia del bene e del male. Ma nessuno di quegli autisti ci buttò mai di sotto. Pensavano soltanto alle rate della macchina, alla partita di baseball, al taglio dei capelli, alle ferie, ai clisteri, alle domeniche in famiglia. In quel branco di merdosi non c’era nemmeno un vero uomo. Arrivavo sempre al lavoro con la nausea ma sano e salvo. Il che dimostra che Schumann era più relativo di Shostakovich…”

Giuseppe Sirugo
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Factotum è la seconda novella dello scrittore statunitense Charles Bukowski. In questo racconto il poeta lavora con l’alias Henry Chinaski, un individuo alcolizzato e avventuroso sì, ma al contempo un soggetto molto sfortunato: durante il 1944 Henry è perennemente disoccupato. […] Poiché la sorte volle che fosse rifiutato anche dalla seconda guerra mondale, il novellista si troverà accompagnato involontariamente da una continua ossessione, la possibilità di un lavoro che sia adatto alle sue capacità.
Come tutti i racconti di Bukowski la stesura dovrebbe alludere alla rinascita della popolazione statunitense dopo la crisi del 29. Una tipica narrazione americana. Racconti basati negli spazi aperti, grandi. Dove la popolazione statunitense, tuttavia, pur di far sollevare la società dal profondo declino, nonostante gli anni che trascorsero sono rimasti prigionieri di una crisi che obbligherà loro a dare il meglio che avrebbero potuto. Anche se l’attuato non sarà affatto efficiente per una vera e propria rinascita della popolazione americana, regola valevole anche per l’anticonformista californiano qual è lo scrittore.
Nella stesura di questo romanzo il protagonista Henry stava morendo di fame. Era un cittadino come tanti appartenente alla classe bassa della città di Los Angeles, perennemente in cerca di occupazione: al contempo di questo sgradevole periodo, l’alcolizzato Henry ‘sta cercando un lavoro che non s’interponesse fra lui e il suo primo amore, la scrittura. Constaterà differenti lavori, manuali e non, inciampando sempre nel circolo vizioso che da subito lo caratterizzò come autore anticonformista: scritti basati da sesso intenso e sbronze giornaliere. Intanto che la stesura avanza e prende corpo, Henry Chinaski è sistematicamente rifiutato dalla casa editoriale per la quale lavora. Lui è sicuro di rispettare questo organo: secondo una propria concezione ha elogio, e a dispetto della circostanza sente la necessità di poter continuare, perché la sua esperienza potrebbe farlo diventare il miglior autore. Inoltre, frattanto che si compone il contesto per il quale ne scrisse il libro, l’autore andrà a dormire con l’amico Jan, una persona che reputa come l’anima gemella, ma anche una delle tante immagini che lo scrittore conobbe al bar mentre affogava i dispiaceri insieme a l’alcol.
Concludendo, il racconto sino alla fine è un’alternarsi di alti e bassi, dove prevale l‘umore di un soggetto povero e sempre ubriaco. Però l’inosservante caparbietà del protagonista non percepisce nemmeno riserve! Tanto è che quando Henry del proprio destino è nuovamente abbandonato a sé stesso sarà riconosciuto da una figura femminile, l’unica donna che dimostra capacità nel relazionarsi. Peccato che nonostante la sorte benevola che avrebbe potuto vivere insieme a questa Laura, Henry riesce a cadere ancora in uno stato di malumore a causa della disoccupazione e della continua sbronza.

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