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× Soggetto NARRATIVA CLASSICA (PRIMA DEL 1945)

Trovati 1075 documenti.

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Donna Paola
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Serao, Matilde

Donna Paola

Passerino Editore, 01/01/2017

Abstract: "Fulvio s'inchinò, prese dalla mano di Paola il gelato che ella, sorridendo dolcissimamente, gli porgeva, e le disse, guardandola negli occhi: — Vi amo. — Non dovete amarmi — mormorò lei senza scomporsi, seguitando a sorridere. — E perchè? — Perchè ho marito — ribattè ella, ma placidamente. E gli occhi di Fulvio, di un tetro azzurro, lampeggiarono di passione. Ella restava innanzi a lui, senza mostrare alcun turbamento, sorridendo ancora, tutta rossa, con le belle braccia bianche e prosciolte sotto il merletto nero delle maniche. Sul merletto nero e sulle bianche braccia scintillavano i braccialetti gemmati: erano ricaduti sui polsi, ella si occupò a risollevarli verso il gomito, con molta cura, giocherellando con le catenine d'oro, coi cerchiolini sottilissimi. Irritato, Fulvio batteva col cucchiaino sul piattello del gelato: — Andatevene — mormorò a un tratto, soffocando di collera — siete una donna odiosa, io vi detesto." Inizia cosi "Donna Paola", struggente storia di un'amore impossibile, piccolo capolavoro della Serao. L'autrice Matilde Serao (Patrasso, 7 marzo 1856 – Napoli, 25 luglio 1927), scrittrice e giornalista, è stata la prima donna italiana ad aver fondato e diretto un quotidiano, Il Mattino.

Historia de la vida del Buscón
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Quevedo y Villegas, Francisco G. de

Historia de la vida del Buscón

Passerino Editore, 03/01/2017

Abstract: "Historia de la vida del Buscón" es una novela picaresca en castellano, escrita por Francisco de Quevedo. Francisco Gómez de Quevedo Villegas y Santibáñez Cevallos (Madrid, 14 de septiembre de 1581 – Villanueva de los Infantes, Ciudad Real, 8 de septiembre de 1645), conocido como Francisco de Quevedo, fue un escritor español del Siglo de Oro.

Rosso Malpelo
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Verga, Giovanni

Rosso Malpelo

Passerino Editore, 10/01/2017

Abstract: "Rosso Malpelo" è una novella di Giovanni Verga, che comparve per la prima volta su Il Fanfulla nel 1878 e che venne in seguito raccolta e pubblicata nel 1880 insieme ad altre novelle uscite nel 1879-1880 in "Vita dei campi". La novella narra di un ragazzo abituato a lavorare in una cava, inasprito dai pregiudizi per via dei suoi capelli rossi. L'unico affezionato a lui è il padre, che muore nella miniera, lasciandolo solo con la madre e la sorella che lo maltrattano e mostrano diffidenza nei suoi confronti. Giovanni Carmelo Verga (Catania, 2 settembre 1840 – Catania, 27 gennaio 1922) è stato uno scrittore e drammaturgo italiano, considerato il maggior esponente della corrente letteraria del verismo.

La roba
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Verga, Giovanni

La roba

Passerino Editore, 10/01/2017

Abstract: "La roba" è una novella di Giovanni Verga pubblicata nel 1883 che fa parte della raccolta Novelle rusticane. In questa novella il contadino Mazzarò viene descritto come un uomo basso e con una grossa pancia, "ricco come un maiale" (similitudine che rappresenta anche la sua avidità di ricchezza) che aveva la testa simile a un brillante (per rappresentare l'intelligenza). Egli finisce, piano piano, per appropriarsi di tutti i terreni che prima appartenevano a un potente barone, il quale viene costretto a vendere prima i suoi possedimenti e successivamente anche il suo castello (eccezion fatta per lo stemma nobiliare, poiché Mazzarò non era interessato all'appropriazione di alcun titolo nobiliare). Verga esaspera nella novella i concetti del duro lavoro e dell'attaccamento ai beni materiali, poiché in ogni caso il destino inevitabilmente travolge l'uomo. Giovanni Carmelo Verga (Catania, 2 settembre 1840 – Catania, 27 gennaio 1922) è stato uno scrittore e drammaturgo italiano, considerato il maggior esponente della corrente letteraria del verismo.

Il Dio dei viventi
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Deledda, Grazia

Il Dio dei viventi

Passerino Editore, 17/01/2017

Abstract: "Le cose erano andate come la famiglia Barcai sperava. Il fratello maggiore, Basilio, scapolo ma padre di un figlio illegittimo, era morto senza lasciare testamento. Così i suoi beni tornavano al fratello minore Zebedeo; il patrimonio Barcai si ricomponeva come ai tempi del vecchio nonno il quale aveva costretto due suoi figliuoli a farsi preti e una figlia a non prendere marito perchè i suoi beni non andassero divisi. E la tradizione prometteva di continuare perché Zebedeo non aveva che un figlio e la gente diceva che quel figlio era rimasto unico per volontà dei genitori nella speranza appunto che lo zio morisse scapolo. Le cose erano dunque andate come si prevedeva e la gente, data la tradizione dei Barcai, non si meravigliava della poca coscienza di Basilio, il quale non aveva lasciato nulla al figlio, e che d'altronde era morto d'improvviso d'un male al cuore da lui sempre trascurato. Nonostante l'eredità la sua morte aveva impressionato profondamente il fratello, col quale si amavano sempre come da bambini e si aiutavano negli affari e nelle vicende della vita. Abitavano la stessa casa divisa in due parti eguali col cortile in comune: una parente povera faceva i servizi a Basilio e poichè era molto vecchia la moglie di Zebedeo l'aiutava." Inizia cosi "Il Dio dei viventi", uno dei capolavori di Grazia Deledda, scritto nel 1922. Grazia Deledda (Nuoro, 27 settembre 1871 – Roma, 15 agosto 1936) è stata una scrittrice italiana, vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 1926.

In affitto
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Galsworthy, John

In affitto

Landscape Books, 21/01/2017

Abstract: Londra: la Prima Guerra Mondiale è terminata da poco e la borghesia inglese affronta i cambiamenti. Tra loro i Forsyte: i più anziani – come Soames – cercano di mantenere l'antico prestigio; i più giovani cercano invece una via diversa.Tra questi ultimi ci sono Jon, figlio di Jolyon e Irene, e Fleur, figlia di Soames. Tra i due giovani, quasi coetanei che per vent'anni hanno ignorato l'esistenza l'uno dell'altra, nasce inevitabilmente l'amore. Ma il loro amore fa sì che inevitabilmente vengano alla luce i segreti risalenti a molti anni prima, quando Irene era la moglie di Soames. Contiene l'interludio "Risveglio".

Lunedì o martedì. Tutti i racconti
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Woolf, Virginia

Lunedì o martedì. Tutti i racconti

Bompiani, 22/02/2017

Abstract: Per la prima volta la raccolta completa dei racconti di Virginia Woolf, tradotti da un solo autore. Scritti fra il 1906 e i primi del '41, a poche settimane dal suicidio dell'autrice, testimoniano l'inesorabile messa a fuoco di uno dei maggiori talenti letterari del XX secolo. Dall'introduzione di Mario Fortunato: "Una sera di molti anni fa Heiner Müller, un drammaturgo tedesco che non avrebbe potuto essere più lontano dalla scrittura e direi dall'ispirazione di Virginia Woolf, mi disse che per lui lavorare con le parole voleva dire scendere in cantina per dissotterrare i propri morti: e non una ma infinite volte, ogni giorno, senza sosta e inevitabilmente – per tutto il tempo che la stesura di un testo richiedeva. [...] Non c'è una pagina, in queste quarantacinque storie lungo le quali si sperimentano e bruciano esperienze narrative diverse, talvolta incredibilmente diverse fra loro, e durante le quali la Woolf cerca, trova, decostruisce e ricostruisce instancabilmente la propria voce, attraversando i registri del realismo e della sua dissoluzione, del flusso di coscienza e della favola, del comico e del tragico, non c'è una pagina, dicevo, in cui Virginia Woolf non scenda nella cantina di cui sopra. E la sua discesa quotidiana, anno dopo anno, per oltre un trentennio, è tanto più stupefacente, coraggiosa e piena di generosità perché la cantina in cui lei approda non solo è molto più vasta del suo stesso io ma è invasa dall'acqua, allagata, sommersa, e i corpi dei suoi morti non possono essere dissotterrati per il semplice motivo che non giacciono da nessuna parte, ma vagano inquieti e irriconoscibili nella corrente."

I figli del gelo
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London, Jack

I figli del gelo

Landscape Books, 10/03/2017

Abstract: "I figli del gelo" raccoglie dieci racconti scritti da London tra il 1901 e il 1902. È un periodo di fondamentale importanza nella vita e nella carriera dell'autore: dopo le prime due raccolte in cui richiamava gli anni della Corsa all'Oro, e la pubblicazione di due romanzi di scarso successo, London abbandona per la prima volta i temi a lui cari raccontando storie di profonda umanità e creando personaggi memorabili. Il tutto, mentre si dedicava alla stesura del suo primo grande successo, "Il richiamo della foresta".

Canne al vento
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Deledda, Grazia

Canne al vento

Amico Libro, 20/03/2017

Abstract: Tutto il giorno Efix, il servo delle dame Pintor, aveva lavorato a rinforzare l'argine primitivo da lui stesso costruito un po' per volta a furia d'anni e di fatica, giù in fondo al poderetto lungo il fiume: e al cader della sera contemplava la sua opera dall'alto, seduto davanti alla capanna sotto il ciglione glauco di canne a mezza costa sulla bianca Collina dei Colombi. Eccolo tutto ai suoi piedi, silenzioso e qua e là scintillante d'acque nel crepuscolo, il poderetto che Efix considerava più suo che delle sue padrone: trent'anni di possesso e di lavoro lo han fatto ben suo, e le siepi di fichi d'India che lo chiudono dall'alto in basso come due muri grigi serpeggianti di scaglione in scaglione dalla collina al fiume, gli sembrano i confini del mondo. Il servo non guardava al di là del poderetto anche perché i terreni da una parte e dall'altra erano un tempo appartenuti alle sue padrone: perché ricordare il passato? Rimpianto inutile. Meglio pensare all'avvenire e sperare nell'aiuto di Dio. E Dio prometteva una buona annata, o per lo meno faceva ricoprir di fiori tutti i mandorli e i peschi della valle; e questa, fra due file di colline bianche, con lontananze cerule di monti ad occidente e di mare ad oriente, coperta di vegetazione primaverile, d'acque, di macchie, di fiori, dava l'idea di una culla gonfia di veli verdi, di nastri azzurri, col mormorìo del fiume monotono come quello di un bambino che s'addormentava.

Fior di Sardegna
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Deledda, Grazia

Fior di Sardegna

Amico Libro, 20/03/2017

Abstract: Fermarsi in un sito sconosciuto e montuoso dell'isola di Sardegna, cogliere fra i lentischi e le rocce, una timida rosa montana, nata all'ombra degli elci e fra i profumi delle folte borraccine, - esaminarla foglia per foglia, sino agli intimi più segreti ed olezzanti del suo calice, - descrivere le tinte rosee sfumate in diafani pallori o in porpore di fuoco, i misteriosi profumi miti sotto le perle della rugiada, acri sotto ai raggi ardenti del solleone, - ecco il modesto scopo del presente Racconto. Chiunque da una novella sarda attende le solite storie atroci di sangue, di odî feroci e di amori terribili, non legga questo povero lavoro, ché nulla troverà di tutto ciò. Chi invece ama conoscere un poco i costumi, le passioni, gli usi odierni, la vita e i paesaggi del centro della Sardegna legga con pazienza e bontà queste modeste pagine, che tutto ciò descrivono con fedeltà, secondo le poche forze della giovane autrice, - la quale prega infine i suoi lettori Sardi di non offendersi se per caso trovano qualche fortuita rassomiglianza di nomi, non intendendo alludere a nessuno col narrare casi accaduti soltanto nella sua fantasia - e i colti lettori del Continente di perdonarle gli errori e le imperfezioni, pensando che essa, ancora inesperta nell'arte dello scrivere, ma sempre pronta a perfezionarsi col tempo, non conta ancora venti anni.

Cosima
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Deledda, Grazia

Cosima

Amico Libro, 20/03/2017

Abstract: La casa era semplice, ma comoda: due camere per piano, grandi, un po' basse, coi pianciti e i soffitti di legno; imbiancate con la calce; l'ingresso diviso in mezzo da una parete: a destra la scala, la prima rampata di scalini di granito, il resto di ardesia; a sinistra alcuni gradini che scendevano nella cantina. Il portoncino solido, fermato con un grosso gancio di ferro, aveva un battente che picchiava come un martello, e un catenaccio e una serratura con la chiave grande come quella di un castello. La stanza a sinistra dell'ingresso era adibita a molti usi, con un letto alto e duro, uno scrittoio, un armadio ampio, di noce, sedie quasi rustiche, impagliate, verniciate allegramente di azzurro: quella a destra era la sala da pranzo, con un tavolo di castagno, sedie come le altre, un camino col pavimento battuto. Null'altro.

Tre storie. La mia guerra. Erica e i suoi fratelli. La garibaldina
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Vittorini, Elio

Tre storie. La mia guerra. Erica e i suoi fratelli. La garibaldina

Bompiani, 09/05/2017

Abstract: "Erica e i suoi fratelli", iniziato da Vittorini tra il gennaio e il luglio 1936, fu abbandonato dallo scrittore allo scoppio della Guerra civile spagnola ("Quell'evento mi rese d'un tratto indifferente alla storia su cui avevo lavorato per sei mesi di fila"). Uscito solo in parte in rivista nel 1939, perduto durante la Seconda Guerra Mondiale e ritrovato nel 1953 dal figlio, finalmente fu pubblicato nel 1956 per Bompiani. Metà romanzo di denuncia sociale metà favola, forte di una prosa elegantissima, è un libro crudo di emozioni e pensieri sull'eterno tema della tensione tra mondo dei bambini e mondo degli adulti. Il volume contiene anche il racconto lungo "La garibaldina", sorta di vagabondaggio siciliano uscito in rivista tra il 1949 e il 1950, e "La mia guerra" pubblicato nel 1931, in "Piccola Borghesia".

Cristina
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Serao, Matilde

Cristina

Passerino Editore, 21/06/2017

Abstract: Una storia tra amore e rancore, una donna vittima di un destino amaro.  Matilde Serao (Patrasso, 7 marzo 1856 – Napoli, 25 luglio 1927) è stata una scrittrice e giornalista italiana. È stata la prima donna italiana ad aver fondato e diretto un quotidiano, Il Mattino.

La ballerina
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Serao, Matilde

La ballerina

Passerino Editore, 22/06/2017

Abstract: Amore e passione di un tempo in cui la danza aveva una grande anima popolare.  Matilde Serao (Patrasso, 7 marzo 1856 – Napoli, 25 luglio 1927) è stata una scrittrice e giornalista italiana. È stata la prima donna italiana ad aver fondato e diretto un quotidiano, Il Mattino.

Gli amanti
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Serao, Matilde

Gli amanti

Passerino Editore, 22/06/2017

Abstract: "Gli amanti", pubblicato per la prima volta nel 1894, è una raccolta di 12 "affreschi" dal forte simbolismo, e dalla grande atmosfera evocativa.  L'IMPERFETTO AMANTE  L'IMPERFETTO AMANTE  IL PERFETTO AMANTE  IL PERFETTISSIMO AMANTE  IL VIALE DEGLI OLEANDRI  NELLA VIA  LA VESTE DI CRESPO  UN SUICIDIO  IL CONVENGO  L'INELUTTABILE  IL SEGRETO  L'ULTIMA LETTERA Matilde Serao (Patrasso, 7 marzo 1856 – Napoli, 25 luglio 1927) è stata una scrittrice e giornalista italiana. È stata la prima donna italiana ad aver fondato e diretto un quotidiano, Il Mattino.

La virtù di Checchina
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Serao, Matilde

La virtù di Checchina

Passerino Editore, 23/06/2017

Abstract: Il capolavoro assoluto di Matilde Serao: Fanny, conosciuta da tutti come Checchina, moglie frustrata di Toto Primicerio cede interiormente dinanzi al giovane e affascinante Marchese di Altavilla, il quale rimane profondamente attratto dalla semplicità e dall'autenticità della donna. Matilde Serao (Patrasso, 7 marzo 1856 – Napoli, 25 luglio 1927) è stata una scrittrice e giornalista italiana. È stata la prima donna italiana ad aver fondato e diretto un quotidiano, Il Mattino.  

L'infedele
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Serao, Matilde

L'infedele

Passerino Editore, 24/06/2017

Abstract: L'amore nel mondo alto-borghese ed aristocratico di inizio Novecento, tra passioni brucianti, tradimenti, e vendette, descritte con grande stile dalla straordinaria penna di Matilde Serao.  Tre sono i personaggi di questa istoria d'amore: Paolo Herz, Luisa Cima e Chérie." (Matilde Serao) Matilde Serao (Patrasso, 7 marzo 1856 – Napoli, 25 luglio 1927) è stata una scrittrice e giornalista italiana. È stata la prima donna italiana ad aver fondato e diretto un quotidiano, Il Mattino.

La conquista di Roma
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Serao, Matilde

La conquista di Roma

Passerino Editore, 26/06/2017

Abstract: La vita romana tra mondanità e politica nel clima postunitario, uno dei romanzi più belli e ispirati di Matilde Serao.  Matilde Serao (Patrasso, 7 marzo 1856 – Napoli, 25 luglio 1927) è stata una scrittrice e giornalista italiana. È stata la prima donna italiana ad aver fondato e diretto un quotidiano, Il Mattino.

Per la sua bocca
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Zuccoli, Luciano

Per la sua bocca

Passerino Editore, 28/06/2017

Abstract: "Volevo tutte le vie aperte, tutte le porte spalancate. Non facevo male a nessuno. Perchè non mi lasciavano passare? Divorato dall'ambizione, ero magro. Il colorito bruno, gli occhi molto scuri e cerchiati, i capelli tagliati corti ma folti più d'una spazzola rammentavano che avevo appena ventidue anni; a me parevan formare un insieme di violenza, che mi sforzavo di addolcire parlando poco e sorridendo volentieri, come fossi stato in obbligo di rassicurar gli altri." Luciano Zuccoli, pseudonimo di Luciano von Ingenheim (Calprino, 5 dicembre 1868 – Parigi, 26 novembre 1929), è stato uno scrittore, giornalista e romanziere svizzero naturalizzato italiano.  

Juvenilia
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Brontë, Charlotte

Juvenilia

Robin Edizioni, 05/07/2017

Abstract: Sotto il titolo di "Juvenilia" si raccolgono per la prima volta in italiano quattro brevi e coinvolgenti racconti di una giovanissima Charlotte Brontë. L'intento è di aprire uno spiraglio sulla scrittura più acerba, ma già di grande forza e passione, dell'autrice inglese e di far conoscere al pubblico anche la sua produzione minore.  Perché la fama non rimanga limitata solo a "Jane Eyre", il suo romanzo più famoso, accanto al bellissimo racconto "Caroline Vernon", la curatrice, Maddalena De Leo, propone infatti la traduzione di tre appassionanti storie dell'avvincente ciclo di Angria: "Il segreto", "Lily Hart" e "Henry Hastings".