I fantasmi delle biblioteche
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Materiale linguistico moderno

Bonnet, Jacques <1949->

I fantasmi delle biblioteche

Abstract: È un organismo vivo questa biblioteca piena di fantasmi di Jacques Bonnet, collezionista di volumi, editore e traduttore. Parla dei libri come di vecchi amici, illustra gli infiniti metodi per classificarli (alfabetico, per formato, genere, colore, lingua, rilegatura, paese...), predilige ripiani in legno piuttosto che vetrine che impediscono ai libri di respirare, ignora la polvere, ci rassicura che non è necessario aver letto tutti i libri che si posseggono. Racconta dei romanzi in cui protagonisti sono i libri, di biblioteche distrutte - Alessandria, Dresda, Sarajevo - di collezioni private andate a fuoco o svendute da famelici eredi. Rievoca il suo incontro con Pontiggia con cui progettava una associazione di collezionisti (ma dovevano possedere almeno 20.000 volumi), e del disagio provato a casa di Leonardo Sciascia vedendo una edizione completa del Journal dei Goncourt che lui, francese, invece non aveva. Si interroga, infine, sul senso delle grandi collezioni nell'epoca di internet e delle consultazioni a distanza.


Titolo e contributi: I fantasmi delle biblioteche / Jacques Bonnet ; traduzione di Roberta Ferrara

Pubblicazione: Palermo : Sellerio, [2009]

Descrizione fisica: 145 p. ; 16 cm.

ISBN: 8838924384

EAN: 9788838924384

Data:2009

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Altri titoli:
  • Des *bibliothèques pleines de fantõmes.
Serie: La memoria ; 796

Nomi: (Autore)

Classi: 002.075 Il libro. Attività e servizi museali, collezionismo (22)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2009

Sono presenti 5 copie, di cui 1 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
01 - Civica centrale BCT10 D 509 01-385235 In prestito
03 - Villa Amoretti BCT 002.075.BON TA-319150 Su scaffale Prestabile
15 - Primo Levi BCT 002.075.BON TV-316935 Su scaffale Prestabile
11 - Dietrich Bonhoeffer BCT 002.075.BON TM-315066 Su scaffale Prestabile
23 - Rita Atria BCT 002.075.BON MAR-346 Su scaffale Prestabile
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Ultime recensioni inserite

Leggere e scoprire di essere affetti da bibliomania. Ti dici che in fondo non è grave.
Il fatto è che prima di arrivare alla scoperta, i libri si sono moltiplicati, e non capisci come sia potuto accadere.
Nell’attesa di trovare una risposta spuntano le domande: collezionista o lettore insaziabile?
Cosa ti ha spinto a scegliere quei libri? Una ragione ci sarà, o dieci cento mille…
Urge però trovargli una collocazione, quindi meglio rimandare la soluzione ai quesiti.
Sì, però… con quale criterio sistemare i volumi? Già perché catalogare una moltitudine di libri non è cosa semplice. Si aprono infinite possibilità, e se non ci credete, lo farete a partire da pagina 42.
A proposito: dove leggete? Quando? In che posizione? Cosa succede quando leggete?

Ho sorriso e persino riso, leggendo questo volumetto che parla di amore/attrazione per i libri. Ci sono spunti per nuove letture, aneddoti e citazioni interessanti.
Una per esempio mi costringerà a fare una ricerca perché, come la metto adesso che si dubita dell'esistenza di Louise Labé? Eh sì, c'è una rivelazione secondo cui la poetessa non è mai esistita. I suoi libri sarebbero stati scritti da un gruppo di poeti lionesi (Maurice Scéve, Olivier de Magny, Jacques Pelletier du Manz, ecc), tutti frequentatori della tipografia di Jean de Tourne (M. Huchon, Louise Labé, une créature de papier, Droz, 2006). Ho già preparato cappello e lente per dare inizio all’indagine.

“La mia biblioteca è popolata da centinaia di migliaia di personaggi, alcuni reali e altri fittizi. Quelli reali sono i cosiddetti personaggi immaginari delle opere letterarie, quelli fittizi sono gli scrittori”.
Ho chiuso il libro, ho alzato gli occhi, ho sorriso e salutato tutti i personaggi che abitano la casa.

P.S. Leggo a pagina 115: “Jean Cocteau nel Journal racconta che nel 1950, reduce dall'aver visto I ragazzi terribili di Jean-Pierre Melville dove si sentiva un pezzo di Vivaldi per pianoforte, non riuscì a trovare in tutta Parigi, una sola incisione delle Quattro stagioni.”
Ora, non voglio fare la pignola, ma qui ho avuto un sobbalzo. Passi affermare che sentì un pezzo di Vivaldi suonato al pianoforte, ma non un pezzo di Vivaldi "per" pianoforte! Che poi ancora non era pianoforte... ma questa è un'altra storia. Però però, Vivaldi non ha composto pezzi per tale strumento.
Nulla di grave, solo un leggero fastidio.

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