Manhattan transfer
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Libri Moderni

Dos_Passos, John

Manhattan transfer

Titolo e contributi: Manhattan transfer / John Dos Passos ; traduzione di Alessandra Scalero

Pubblicazione: Roma : La biblioteca di Repubblica, c2003

Descrizione fisica: 379 p. ; 22 cm

ISBN: 8497892046

EAN: 9770390107900

Data:2003

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Nota:
  • Allegato a: La Repubblica.

Nomi: (Autore) (Autore)

Classi: 813.5 Letteratura narrativa americana in inglese. 1900-1999 (22)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2003

Sono presenti 3 copie, di cui 1 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
15 - Primo Levi N DosPAS TV-324914 Su scaffale Prestabile
11 - Dietrich Bonhoeffer N DosPAS TM-325294 In prestito 23/05/2018
08 - Italo Calvino N DosPAS TH-323601 Su scaffale Prestabile
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Manhattan Transfer fu pubblicato nel 1925, quando Dos Passos era ancora dalla parte di Sacco e Vanzetti.

“Ciò che c’è di più tremendo a New York è che quando ne avete fin sopra i capelli, non sapete più in quale altro posto andare. È il tetto del mondo. La sola cosa che ci rimane è girare e girare come lo scoiattolo in gabbia”

In questa New York, madre abietta, spietata eppure splendida e seducente, nel cui ventre pullulano figlie e figli, schegge di vite e storie s’intersecano, si sfiorano e mai si toccano; creature in cerca della loro occasione. E un sogno: farcela.
E NY “It’s the land of opportoonity”.
Con improvvisi cambi d’inquadratura donne e uomini s’affacciano e svaniscono, disegnando sul fondale una storia unica, sociale.
Dos Passos procede senza continuità narrativa, con uno stile cinematografico. Ne risultano immagini più che descrizioni, voci più che parole. Il ritmo è serrato, non concede soste e rende difficile ricordare i singoli personaggi. Rimane il rimpianto di non essere riusciti a trattenerli nella mente. Ma col tempo si affacceranno, nitidi o sfumati, per dire: -Passammo, meteore senza scampo, per dar luce e colore alla città-.
È un canto per New York, impetuoso, irrefrenabile, elettrizzante e tragico.

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Qualcosa m’ha infastidito, ma Dos Passos non ha alcuna responsabilità. Sono io ad aver letto la traduzione sbagliata. Qualche esempio:

“I would invite her up here but I’ve been afraid you would be rude to her.”
“L’avrei invitata da noi, se non avessi paura che tu fossi scortese con lei.”
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“If I thought it’d be any good to me”
“Se sapessi che mi servisse a qualcosa”
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“Of course what you want to do is make every reader feel Johnny on the spot in the center of things.”
“Naturalmente, voi vorreste dare a ogni lettrice l’impressione che siano di per sé al corrente della gran vita”
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“Shuffle, droning saxophone tease, shuffle in time to the drum, trombone, clarinet”
“Strascicare di piedi al ritmo della batteria, del trombone, del clarino”.

Ma perché il clarinetto deve diventare un clarino! Non sono la stessa cosa. No! Clarino non è sinonimo di clarinetto! Il clarinetto discende dallo chalumeau, il clarino era una tromba!

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