Ufficio di scollocamento
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Libri Moderni

Perotti, Simone - Ermani, Paolo <1967- >

Ufficio di scollocamento

  • Copie totali: 4
  • A prestito: 1
  • Prenotazioni: 0

Abstract: Ufficio di scollocamento è rivolto ai workaholic, i moderni drogati dal lavoro, ma anche a chi prova l'impulso di voler cambiare vita, insoddisfatto da quello che fa, e a chi sente di aver messo da parte per troppo tempo le proprie passioni e inclinazioni, a chi vuole smettere di partecipare a questo mondo storto. Una proposta che nasce da culture ed esperienze vicine al pensiero della decrescita, a quello ambientalista, al neopauperismo, al downshifting, al recupero della manualità e a tutte le numerose correnti di pensiero che animano l'ampio tentativo di costruire una cultura alternativa. Al già alto numero di individui che decidono di cambiare vita, la crisi ha aggiunto le vittime della crisi. Tante, tantissime ormai. Ma una crisi è anche una grande opportunità. Sempre più persone, in Italia e nel mondo, decidono di cambiare vita e lavoro, operando scelte personali e collettive in direzione di una vita a basso impatto esistenziale, relazionale, psicologico, oltre che ambientale ed economico. Per questo gli autori hanno avviato un gruppo composto da psicologi, esperti di lavoro alternativo, avvocati, ma anche e soprattutto life­coach, scrittori, economisti, esperti di ambiente, per aiutare le persone a mettere in pratica le proprie motivazioni interiori. Ecco il loro racconto.


Titolo e contributi: Ufficio di scollocamento : [una proposta per ricominciare a vivere] / Simone Perotti, Paolo Ermani

Pubblicazione: Milano : Chiarelettere, 2012

Descrizione fisica: 119 p. ; 20 cm

EAN: 9788861903166

Data:2012

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Serie: Reverse

Nomi: (Autore) (Autore)

Soggetti:

Classi: 331.1 Forze di lavoro e mercato del lavoro (22)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2012

Sono presenti 4 copie, di cui 1 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
01 - Civica centrale BCT13 D 510 01-425586 In prestito 06/11/2017
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13 - Mirafiori BCT 331.1.PER TS-305023 Su scaffale Prestabile
03 - Villa Amoretti BCT 331.1.PER TA-330035 Su scaffale Prestabile
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Rido...

...e so cosa non leggere.

Quella di Simone Perotti e Paolo Ermani nel libro “Ufficio di scollocamento” è una originale e simpatica provocazione. Quella di creare degli uffici di scollocamento sul territorio che possono aiutare le persone a uscire dalla loro attuale collocazione sociale ed economica. Ruoli che spesso ci vanno stretti e provocano nel nostro animo frustrazioni, ansie alterando anche il nostro equilibrio psico-fisico.
La simpatica e originale provocazione degli autori si ferma però qui. Ammettono che la maggior parte dei problemi della nostra società e del mercato del lavoro è il prodotto di una economica di mercato neo-liberista che non conosce freni ma è inutile però soffermarci più di tanto sull'origine di questi problemi. Anzi, diventa una perdita di tempo. Un capriccio intellettuale di chi è incapace di agire. Gli stessi autori sostengono: “[le nuove generazioni]....questa vasta popolazione sembra abbia imparato dai propri genitori sessantottini il peggiore dei vizi, e cioè che la colpa sua sempre di qualcun altro: dunque sarebbe compito del sistema risolvere i problemi...” Insomma alla fine la colpa è nostra e dei giovani se siamo incapaci di auto-realizzarci, gli autori si mettono in fila indiana a tanti altri esponenti politici e intellettuali che fanno da qualche tempo il tiro al bersaglio sulle nuove generazioni.
Ma che cosa penseranno gli autori suoi contratti a termine o degli attuali contratti che precarizzano una fetta consistente della popolazione? La loro risposta è chiara, la si può individuare in questo passo del libro: “...fino alle nostre odierne schiere di giovani e meno giovani, hanno accettato quel contratto che offriva soldi in cambio di schiavitù senza venire dai bassifondi...” Praticamente il contratto diventa sinonimo di schiavitù, assoggettamento dell'individuo ad un capo o datore di lavoro in cambio di soldi utilizzati per fini economici. Peccato che la nostra società, la nostra Repubblica Democratica di basa sul più importante contratto che gli Italiani abbiano avuto. La nostra Costituzione.
A questo punto sorge una domanda. Negli uffici di scollocamento coloro che ci lavoreranno come lo faranno? Come Volontari? Gli autori propongono una specie di terza via e sostengono: “...chi lavora non può essere volontario, e i servizi offerti non devono essere gratuiti...è necessario proporre un professionismo diverso, o un volontariato professionale...una terza via né volontariato senza fini di lucro, né professionismo con fini esclusivamente economici...” Mi sembra di capire che si tratta Diciamo di una sorta di ibrido tra lavoratore con contratto e un volontario senza contratto che agisce senza fini di lucro. Il volontario professionale riceverebbe un compenso ma non sarà sotto contratto (penso). Insomma una sorta di macedonia dove ci mettiamo un po' di tutto. Ma chi dice che i servizi offerti non gratuiti dagli uffici di scollocamento non verrebbero utilizzati anch'essi per fini economici?
Tranquilli, non abbiamo a che fare con dei idealisti o moderni Christopher Johnson  McCandless, ma piuttosto gli autori abbozzano le basi di una forma di post-neo -liberismo. All'inizio del libro l'economia neo-liberista e di mercato sembra uscire dalla porta principale ma nel proseguo della sua lettura viene fatta passare dalla porta di servizio.
Addirittura gli autori alla fine del libro sostengono: “ sappiamo bene che in Italia ci sono persone in gravi difficoltà economiche. Per fortuna sono una minoranza esigua...” e poi alla fine dicono: “...ma non pare un po' anomala questa crisi?” Insomma gli autori forse girano un po' troppo in barca a vela e di poveri in mare sé ne vedono effettivamente pochi.
Marco Patruno

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