La porta dell'infinito
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Materiale linguistico moderno

Pohl, Frederik

La porta dell'infinito

Titolo e contributi: La porta dell'infinito / Frederick Pohl

[2. ed.!

Pubblicazione: Milano : Nord, 1985

Descrizione fisica: XII, 299 p. ; 20 cm.

ISBN: 8842903353

Data:1985

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Serie: Cosmo. Serie oro ; 38
Nota:
  • Trad. di Roberta Rambelli
  • Ed. integrale. [[I

Nomi: (Autore)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 1985

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Ho sempre amato la fantascienza ma non ho mai letto moltissimi dei classici. Questo aveva tutte le carte in regola: autore di culto, libro vincitore dei premi Hugo e Nebula, ma è stata una delusione tremenda.

[qualche blando spoiler di seguito]

Nel sovrappopolato mondo futuro immaginato da Pohl è stato scoperto un asteroide che una antica e scomparsa razza aliena usava come base di lancio per le sue navi automatiche verso i quattro angoli della galassia. I "cercatori" salgono sulle navi alla cieca: alcuni si arricchiscono, altri non ritornano. Il protagonista è per l'appunto un cercatore e il libro è diviso a capitoli alterni tra le sue sedute con uno psicanalista robot e la sua vita sull'asteroide in attesa di partire. Fin qui le premesse erano allettanti, ma il libro frana miseramente pagina dopo pagina.

L'ebbrezza per la scienza e la scoperta del cosmo è del tutto assente, soppiantata dal tabellone di ricompense che gli astronauti sperano di incassare. "Spero di avvistare un buco nero, è quotato due milioni di dollari".
L'approfondimento psicologico del personaggio è povero, irrilevante e perfino ridicolo ("ho rapporti omosessuali perché associo il piacere a mia madre che mi misurava la febbre col termometro nel sedere") nonostante occupi molto più di metà del libro, e oltretutto il tizio è un cretino.
La scrittura è discreta ma non certo tale da salvare la baracca, inoltre il tutto è appesantito dalle idiosincrasie degli anni 70, alla faccia del talento visionario che un autore di fantascienza dovrebbe avere: i personaggi giocano a black jack, bevono vodka, fumano e cucinano pentole di stufato (nello spazio, su un'astronave microscopica), sono omofobi, picchiano le donne senza rimorso (nemmeno da parte dell'autore), sono donnaioli e interessati solo ai soldi, che ovviamente servono per donne e alcool.
Direi che con Pohl ho chiuso, e anche coi vincitori dei premi Hugo e Nebula

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