Solo per Ida Brown
4 1 0
Materiale linguistico moderno

Piglia, Ricardo

Solo per Ida Brown

  • Non prenotabile
  • Copie totali: 1
  • A prestito: 0
  • Prenotazioni: 0

Titolo e contributi: Solo per Ida Brown / Ricardo Piglia ; traduzione di Nicola Jacchia

Pubblicazione: Milano : Feltrinelli, 2017

Descrizione fisica: 234 p. ; 22 cm

ISBN: 9788807032226

Data:2017

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Serie: Narratori

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2017
Contenuto (Area 0) (181)
  • Forma del contenuto: testo
  • Tipo di sensorialità: visivo
Mediazione (Area 0) (182)
  • Tipo di mediazione ISBD: unmediated

Sono presenti 1 copie, di cui 0 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
36 - Biblioteca della Scuola Holden Fronte del Borgo 863.7.PIG HOL-6382 Su scaffale Prestito locale
Vedi tutti

Ultime recensioni inserite

Il libro vale la pena leggerlo. Si scopre un Ricardo Piglia che stava diventando un buon romanziere: probabilmente se avrebbe vissuto altri venti anni cominciava a narrare storie basate sul terrorismo. Così assecondando il genere detective. In questo volume gli intrecci del racconto sono più semplici e meno noiosi da leggere e da dover seguire. Fra realtà e finzione si può dire che si è mosso con la sessa eleganza di Borges: ha seguito una traccia complessa e labirintica dove avrebbe potuto abbondare con le divergenze, con le coincidenze, ma anche coi paralleli.
Con questo ultimo romanzo l’autore ha combinato elementi biografici e il genere poliziesco: in ogni modo il genere poliziesco subentra nella seconda parte del romanzo. L’autore dal microclima asfittico dei campus nordamericani si è fatto carico (non inteso di colpevole) della morte di una collega docente. Si rese partecipe dell’omicidio della collega in veste d’investigatore privato: evidentemente fra lui e l’insegnante ci sarebbe stato del sentimento. Peccato che in fondo a quei rapporti sessuali lei era una donna libera, e le relazioni con altri uomini probabilmente non sono state mai limitate al solo collega Ricardo Piglia. Cosa che lo stesso non poteva sapere se non calzava la veste di detective.

In un secondo momento lo scrittore conoscerà la persona responsabile di diversi attacchi e della morte stessa della professoressa. Un tizio chiamato Thomas Munk, ex professore di matematica a Berkeley e autore di un Manifesto radicale sul capitalismo tecnologico. Tuttavia in ultima istanza il romanzo si può dire che è stato terminato con l’incomprensione della tragica morte della professoressa Brown, dove questa la professoressa durante un incidente inspiegabile si bruciò una mano: casualità, o coincidenza di un dettaglio poiché Piglia l’ustione la notò anche sulla mano del proprio assassino. Alludendo che la bruciatura fra i due possa essere stata una cosa voluta.
Lungo il racconto il prospetto amorevole con la professoressa ci può stare, è in armonia con la storia. Nonostante che l’autore da questa visuale sentimentale suscitata con la docente, e perdita della medesima, potrebbe essersi dato una coltellata a causa della scoperta di un sentimento infranto. Inoltre al momento d’investigare l’omicidio lo scrittore ha rischiato d’immedesimarsi con la figura del colpevole poiché i dialoghi fra lui e l’assassino rimangono pochi e brevi. E sono anche verosimili purtroppo: da questa prospettiva l’assassino è un artefice eccezionale, lo si nota da come viene trattato in carcere, dalla cultura personale, dal modo rispondere o deviare le risposte dell’interlocutore. Per l’appunto, moventi col suo l’interlocutore che fanno suscitare confusione al ruolo astuto d’investigatore. Tanto è che a causa della notevole affinità, fra i due, in maniera celata l’omicida Thomas Munk potrebbe essere stato o avrebbe desiderato che fosse il suo l’alter ego.

Condividi il titolo
Codice da incorporare

Copia e incolla sul tuo sito il codice HTML qui sotto.