I cani romantici
4 1 0
Materiale linguistico moderno

Bolaño, Roberto

I cani romantici

Titolo e contributi: I cani romantici / Roberto Bolaño ; traduzione di Ilide Carmignani

Pubblicazione: Roma : SUR, 2018

Descrizione fisica: 155 p. ; 22 cm

ISBN: 9788869981272

Data:2018

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.), Spagnolo (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Serie: Sur. Nuova serie ; 20

Nomi: (Autore) (Traduttore)

Classi: 861.6 Poesia spagnola. 1900-1999 (22)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2018

Sono presenti 4 copie, di cui 1 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
90 - Bibliobus BCT 861.6.BOL BUS-794 Su scaffale Prestito locale
15 - Primo Levi BCT 861.6.BOL TV-337079 Su scaffale Prestabile
01 - Civica centrale BCT18 C 571 01-478279 In prestito 14/09/2020
11 - Dietrich Bonhoeffer BCT 861.6.BOL TM-337177 Su scaffale Prestabile
Vedi tutti

Ultime recensioni inserite

Con tutto che ho l’idea di una persona alla quale piaceva scrivere, alla volta essere criticato anche, non sono capace a parlare male del poeta cileno. Nonostante che l’autore in alcune occasioni non lo intendo, come per esempio alcune poesie dello stesso libricino: Los perros románticos. O chi sa, se ciò è dovuto perché alcuni pezzi li ho preferiti interpretare e narrare diversamente, per esempio:
Il fatto è che il poeta iniziò a vivere il proprio tormento. Senza sapere a cosa stava andando incontro. O meglio, probabilmente, di quella circostanza e in quel periodo fu cosciente di lasciare un paese per un altro. Però, dalla sua mente, quello che a seguito si distaccò maggiormente furono i venti anni che aveva. Cominciava a vivere il proprio sogno. A volte, stava iniziando a vivere l’amore. Tuttavia, l’ipotetico labirinto e le immagini di dolore a lui incarnate, senza dubbio, sono state cose alle quali non fu in grado di scordare: come la scienza che studia i crimini e i criminali, Roberto da lì in avanti e in quella condizione avrebbe dovuto crescere.

Era pieno di paura, però si è lasciato andare ugualmente come se niente fosse. Senza sapere in che direzione avrebbe potuto proseguire. Allora, fu così che ascoltò una voce. A volte la udì dal proprio interno, però una volta ascoltata cominciò a piangere: ciò era dovuto perché fu uno dei molti ventenni proiettati in una direzione unica.

È chiaro che le poesie sono state come un sogno, nel quale, la illusione notturna da piacere col suo leggero cullare. Ed è in quel momento che Roberto cerca che le poesie entrino in lui: tutto quello che fa da contorno è come cristallizzato! E quando il poeta s’immagina che è tutto quanto chiaro, è perché lo stesso sta nel superfluo.

Soni è una persona, e si trova in un bar.
Aveva vergogna sì! Però, prima di tutto ha percepito una sensazione di vuoto: ha afferrato Soni per un braccio, lasciando riposare il pene nella cintura dei suoi pantaloni.
I cani fuori dal bar continuavano ad abbaiare, mentre il poeta in quello stato di percezione, o a volte di ubriachezza, era convinto che sotto di lui c’era un cinema. Solo quando ha eiaculato si è accorto che i cinema erano due. In quel momento si sente suggerire un qualcosa da Soni, gli dice:
- L’uomo non cerca la vita.
Però ha continuato ad abbracciarla sulle spalle, tuttavia per penetrarla e muoversi più rapidamente.
Dal lato opposto del bancone i cani stavano abbaiando. Lei si separa dal gruppo, e il poeta gli dice:
- Ci manca che ti ammali. Siamo già persi.

Etc, etc Probabilmente, come anche il poeta spagnolo Pere Gimferrer crede e scrive: le sue finzioni sono qualcosa che appartengono davvero alla vita dello scrittore. Sino a che, semplicemente, queste finzioni possono essere usate come metafore o parodie.
In tutti i modi, a prescindere da quello che scrive, le sue finzioni possono diventare un tributo, a volte un po' disordinato, che non appartiene più alla realtà dello scrittore. I torrenti di parole scritte da Roberto Bolaño erano come un mulino che con la sua ruota ha gettato l'acqua su se stesso. Quello che ha fatto, è il merito più grande a sé: forse il merito di aver conquistato nuove cose.

Condividi il titolo
Codice da incorporare

Copia e incolla sul tuo sito il codice HTML qui sotto.