Qui pro quo
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Libri Moderni

Bufalino, Gesualdo

Qui pro quo

Titolo e contributi: Qui pro quo / Gesualdo Bufalino

Pubblicazione: Milano : Bompiani, 1991

Descrizione fisica: 142 p. : ill. ; 23 cm

ISBN: 8845217566

Data:1991

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Nomi: (Autore)

Classi: 853.9 Narrativa italiana. 1900- (22)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 1991

Sono presenti 5 copie, di cui 1 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
01 - Civica centrale CCNC BUFA 01-178624 Su scaffale Prestabile
12 - Alessandro Passerin d'Entrèves N BUFA TN-178624 Su scaffale Prestabile
16 - Torino Centro N BUFA TZ-178624 Su scaffale Prestabile
06 - Alberto Geisser N BUFA TE-159678 In prestito 03/08/2006
11 - Dietrich Bonhoeffer N BUFA TM-159678 Su scaffale Prestabile
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Ho scoperto un nuovo (e s-folgorante) colore: il giallo Bufalino.

Affermava lo scrittore: “Dev’essere una sindrome di colpevolezza. Appena finisco di scrivere un libro, penso subito a giustificarmene. Stavolta no. Troppo evidente è che è scritto per gioco; ghiribizzo, capriccio, passatempo, scommessa. Non nasconde nulla. È un ghiribizzo mentale”.

Il castigo del marmoreo Eschilo s’abbatte sull’editore (di gialli) Medardo Aquila. Ironia della sorte!, pensare che un’aquila, all’epoca, scambiando l’antico drammaturgo per un masso, l’aveva freddato fracassandogli sul cranio una testuggine.
Il trapassato Medardo, anticipando il truce fattaccio, aveva redatto delle epistole per guidare le indagini future. Guidare. Si fa per dire. Aquila di nome e di fatto.
Tutti gli invitati/attori, ospiti prigionieri delle Malcontente, sfilano sul palcoscenico della residenza balneare dell’estinto. Ognuno ha la sua parte. Soprattutto lei, Esther Scamporrino, alias Agatha Sotheby, voce narrante, aspirante scrittrice, nonché segretaria dello scomparso al quale aveva da poco sottoposto il suo inedito, intitolato Qui pro quo. Lei, delusa e rancorosa, non resiste tuttavia a promuoverlo, da “pagliaccio” a “caro pagliaccio”, grazie a un “codesto” anziché “questo” in chiusura di missiva. Ché lo stile fa la differenza.
Si srotolano parole e dubbi. S’indaga, sul luogo del fattaccio disseminato d’innumerevoli rimandi e citazioni da scoprire.

Narrazione dell’in-concludenza, divertissement che non manca di riflessioni.
Un romanzo-medicina. Ha fatto bene a lui, così come lo fa a noi.
Ah!, che bel leggere!

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