Claudia Bergantin

Biografia

Sono infermiera e da sempre mi interessano i popoli indigeni delle Americhe, mi piacciono gli autori sudamericani e più recentemente mi sono appassionata anche agli autori della Scandinavia ma, in verità, a volte è il libro a scegliere me e a portarmi nei luoghi e nelle epoche più disparati.

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Ultime recensioni inserite

Nel muro - Mauro Corona

L'alternarsi di passaggi pieni di violenza e paesaggi naturali di grande bellezza, di esperienze allucinatorie talvolta raccapriccianti e incontri con animali che paiono possedere caratteristiche umane rendono questo romanzo decisamente controverso. Non riesco a dare un giudizio perchè questo scritto pare scaturire da un travaglio interiore non ancora risolto.

Tanti olocausti - Claudio Vercelli

Libro che ci fa conoscere il lager come una vera e propria "città della morte", con la sua specifica organizzazione urbana e sociale, i suoi “rituali” assillanti, dolorosi, spesso inutili, finalizzati alla spersonalizzazione dell’individuo per renderlo un “numero”, un “pezzo” da sfruttare fino alla fine e poi ridurre a cenere da vendere ai contadini come fertilizzante. Si veniva imprigionati a causa di un'appartenenza a gruppi politici, etnici, sociali, religiosi e culturali e non necessariamente per aver fatto o detto qualcosa. Viene sottolineata l’assoluta ossessione nazista riguardante la "purezza della razza germanica" e l’altrettanta perniciosa ossessione per la possibile “contaminazione” da parte dei vari gruppi umani che furono perseguitati in modo sistematico. La persecuzione nazista portò alla morte ben undici milioni di persone: mai in tutta la storia dell’umanità si era ucciso a catena.
Nella seconda parte il libro passa in rassegna i vari gruppi che furono perseguitati, deportati e uccisi fra il 1933 e il 1945. I primi ad essere internati furono i comunisti e i sindacalisti tedeschi seguiti dai socialdemocratici. Quasi contemporaneamente vengono rinchiusi elementi asociali (vagabondi e mendicanti) e criminali abituali. Fra il 1936 e il 1939 si inizia la deportazione degli zingari, degli omosessuali tedeschi e dei testimoni di Geova, mentre gli ebrei vengono internati dalla fine del 1938. Si vuol controllare la comunità attraverso politiche di “igiene sessuale” e di medicalizzazione delle “diversità” per cui ci si avvale di pregiudizi da sempre diffusi e li si potenzia. Gli zingari sono considerati devianti e incontrollabili, gli omosessuali sono visti come contaminatori e distruttori della razza ariana e si fornisce alla loro repressione una legittimazione pseudoscientifica designandoli come vittime preferite degli esperimenti medici. I testimoni di Geova furono odiati dai nazisti non solo perché erano obiettori di coscienza ma anche per la loro convinzione che ogni organizzazione statale fosse “opera del demonio”. Rimasero una comunità omogenea all’interno dei lager: la fede dava loro una forza inesauribile e la capacità di affrontare la morte in nome di Dio. La soppressione dei malati di mente e dei disabili tedeschi, considerati “vite non degne di essere vissute” iniziò con la sterilizzazione forzata dei portatori di malattie ereditarie già nel 1933 e proseguì coinvolgendo l’intero sistema sanitario nazionale portando alla deportazione dei malati in appositi centri dove venivano uccisi, spogliati e cremati, a volte dopo aver eseguito su di loro “esperimenti” all’insaputa dei famigliari.
Il piano espansionistico verso oriente pur restando incompiuto provocò la persecuzione e lo sterminio dei polacchi ebrei e non-ebrei e, in seguito alla guerra fra Germania e URSS, l’internamento dei prigionieri di guerra sovietici, che pagarono un prezzo altissimo in vite umane a causa del trattamento brutale e feroce. Dopo l’8settembre 1943 toccò agli Italiani.
La persecuzione nazista si abbatté anche su singoli religiosi tedeschi e su moltissimi preti polacchi, la maggioranza fu deportata a Dachau.
Il libro si conclude con consigli di letture per approfondire gli argomenti trattati e con un elenco di film.

Storie raccapriccianti di bambini prodigio - Linda Quilt [i.e. Hans Magnus Enzensberger]

I bambini prodigio del titolo sono fantastici nel vero senso della parola. I racconti insoliti, a tratti inquietanti, sono piacevoli da leggere e utili per fermarsi a pensare ai nostri figli/nipoti e al modo in cui li si educa. Anche le notizie sull'autrice sono decisamente stravaganti e coinvolgenti. Un libro letto quasi per caso che si è rivelato una bella scoperta.

106 giorni - Alessandro Roncaglio

La freschezza di questa testimonianza resta immutabile anche se il tempo passa. Se poi si vive in zona Piazza Bengasi-Mirafiori Sud i luoghi menzionati si affacciano dal libro e li si ritrova nella realtà: ecco che, allora la pietra d'inciampo davanti al numero 170 di via Onorato Vigliani è come se prendesse vita. Ringrazio pubblicamente Alessandro Roncaglio.

La zingarata della verginella di via Ormea - Amara Lakhous

L’autore trae spunto da un fatto realmente accaduto a Torino nel 2011 e ne ricava una bella narrazione che ha come protagonisti gli abitanti di San Salvario, fra i quali spiccano il giornalista di cronaca nera Enzo Laganà e una donna soprannominata Drabarimos. Il romanzo segue uno schema a due voci ricco di colpi di scena, fra diffidenze e pregiudizi, misfatti e zingarate.
L’autore padroneggia bene la lingua italiana e scrive in modo intelligente perché fra le righe riesce a dire molto di più di quel che scrive e lo fa in modo divertente e appassionante, in una visione quasi pirandelliana della nostra società attuale. C’è molto da scoprire, da pensare e da ridere per come ci vedono gli stranieri e, in realtà, se ci soffermiamo un momento, per come ci vediamo noi stessi.
Una gradevole opera, ricca di verità che oltrepassa la solita commedia all’italiana, scritta da un algerino cui vorrei porgere i miei complimenti.

Un'arida stagione bianca - André Brink

Un libro che merita di essere letto perché quello che narra fa parte della nostra storia, una storia che sembra lontana ma che lontana non è, una storia da non dimenticare.
"Avevo l’abitudine di pensare a lui come a un uomo normale, di buon carattere, innocuo, non straordinario...Senza pensare mai che -questo- potesse accadergli".
Quest'uomo si trova a raccontare e a essere raccontato "per fare in modo che nessuno possa più dire: -Non ne so nulla”. La sua presa di coscienza e la decisione di opporsi all’apartheid si sviluppa poco a poco ma inesorabilmente.
Pag. 263 : “Quello che ho contro di me non è un uomo, ma una cosa, un essere vago e amorfo, un potere invisibile che si annida dappertutto, che ispeziona la mia posta, ascolta il mio telefono, indottrina i miei colleghi e incita i miei allievi a reagire contro di me (…); un potere che mi insegue ovunque vada, frustrandomi, intimidendomi, giocando con me con delle regole fissate da lui e cambiate a seconda del suo desiderio”.
E nonostante le tante pagine che raccontano la gran fatica di restare uomo in un momento così oscuro, affiorano molti momenti di speranza.
Pag. 321: “ - Staremo ancora insieme, sicuro come è sicuro domani. Sai una cosa? Verrà un giorno in cui non dovrò scansare quei maledetti cani dei tuoi vicini, di notte. E noi potremo parlare qui alla luce del sole, amico. Per le strade, su e giù. A braccetto, te lo dico io. Davanti a tutti, Lamie. Non ci sarà nessuno che ci fermerà. Pensa che bello -. E fu l’ultima volta che si videro”.

Elephant man - a cura di Gabriele Mina

Partendo dal diario del dottor Frederick Treves, chirurgo del London Hospital che nel 1884 incontra Joseph Merrick, l'Elephant Man, il libro non solo approfondisce la storia di quest'ultimo, fino ad arrivare alla realizzazione del famoso film di David Lynch del 1980, ma dedica altesì ampi stralci al tema della diversità, all'età vittoriana in cui si svolse la vicenda, ai freak show che spesso accompagnavano le fiere fino agli anni 60 del XX secolo per finire col parere di una genetista e con il testo dello spettacolo teatrale del 2008. Libro ricco, molto interessante e ben scritto, corredato da ampia bibliografia.

Le lacrime della giraffa - Alexander McCall Smith

Non sono i soliti gialli quelli con protagonista la signora Ramotswe, una detective del Botswana dalla "corporatura tradizionale" alle prese con i problemi quotidiani oltre che con le piccole e grandi richieste dei suoi clienti. La scrittura è leggera e molto piacevole, fa da ventaglio sul deserto del Kalahari: emerge la tradizione africana, la dignità dei modi, l'affrontare e il risolvere i casi in maniera diversa dal solito. E, soprattutto, incontriamo persone che dicono di essere felici e fortunate, il che non è poco ai nostri giorni. Indovinati, ben descritti e divertenti i personaggi che affiancano la protagonista: dalla segretaria, la signorina Makutsi, al fidanzato, il signor JLB Matekoni, alla direttrice dell'orfanotrofio, signora Potokwane. Lettura consigliatissima.

Dai diamanti non nasce niente - Serena Dandini

Una bella passeggiata storico-geografica tra fiori e piante, tra i giardini di Parigi e il Salento, ci fa scoprire che la prima bolla speculativa dell'era capitalistica fu quella dei tulipani verso la metà del 1600, che a Milano è stato distrutto un bosco durante un week end lungo (che efficienza!) per far posto al palazzo della Regione ma che, alla fine "le piante sono l'unica tela su cui possiamo dipingere il nostro futuro".

Mostri - Tiziano Sclavi

Protagonisti di questo libro sono i ricoverati e le infermiere, ognuno di loro è particolare, speciale. La corsia unisce queste persone in un microcosmo dove a volte succede che un ricoverato aiuti l'infermiera di turno, mentre un'infermiera si ritrovi a dover affrontare la malattia. Toccante nella sua semplicità e umanità, ho apprezzato molto questo libro, sia il racconto che le illustrazioni. Quelli che il titolo indica, provocatoriamente, come "mostri" sono pieni di vita, di capacità, di senso dell'umorismo e di sensibilità. Il lavoro delle infermiere, nei suoi aspetti assistenziali ed "umani", è delineato in modo veritiero.

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