Claudia Bergantin

Biografia

Sono infermiera e da sempre mi interessano i popoli indigeni delle Americhe, mi piacciono gli autori sudamericani e più recentemente mi sono appassionata anche agli autori della Scandinavia ma, in verità, a volte è il libro a scegliere me e a portarmi nei luoghi e nelle epoche più disparati.

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Elephant man - a cura di Gabriele Mina

Partendo dal diario del dottor Frederick Treves, chirurgo del London Hospital che nel 1884 incontra Joseph Merrick, l'Elephant Man, il libro non solo approfondisce la storia di quest'ultimo, fino ad arrivare alla realizzazione del famoso film di David Lynch del 1980, ma dedica altesì ampi stralci al tema della diversità, all'età vittoriana in cui si svolse la vicenda, ai freak show che spesso accompagnavano le fiere fino agli anni 60 del XX secolo per finire col parere di una genetista e con il testo dello spettacolo teatrale del 2008. Libro ricco, molto interessante e ben scritto, corredato da ampia bibliografia.

Le lacrime della giraffa - Alexander McCall Smith

Non sono i soliti gialli quelli con protagonista la signora Ramotswe, una detective del Botswana dalla "corporatura tradizionale" alle prese con i problemi quotidiani oltre che con le piccole e grandi richieste dei suoi clienti. La scrittura è leggera e molto piacevole, fa da ventaglio sul deserto del Kalahari: emerge la tradizione africana, la dignità dei modi, l'affrontare e il risolvere i casi in maniera diversa dal solito. E, soprattutto, incontriamo persone che dicono di essere felici e fortunate, il che non è poco ai nostri giorni. Indovinati, ben descritti e divertenti i personaggi che affiancano la protagonista: dalla segretaria, la signorina Makutsi, al fidanzato, il signor JLB Matekoni, alla direttrice dell'orfanotrofio, signora Potokwane. Lettura consigliatissima.

Dai diamanti non nasce niente - Serena Dandini

Una bella passeggiata storico-geografica tra fiori e piante, tra i giardini di Parigi e il Salento, ci fa scoprire che la prima bolla speculativa dell'era capitalistica fu quella dei tulipani verso la metà del 1600, che a Milano è stato distrutto un bosco durante un week end lungo (che efficienza!) per far posto al palazzo della Regione ma che, alla fine "le piante sono l'unica tela su cui possiamo dipingere il nostro futuro".

Mostri - Tiziano Sclavi

Protagonisti di questo libro sono i ricoverati e le infermiere, ognuno di loro è particolare, speciale. La corsia unisce queste persone in un microcosmo dove a volte succede che un ricoverato aiuti l'infermiera di turno, mentre un'infermiera si ritrovi a dover affrontare la malattia. Toccante nella sua semplicità e umanità, ho apprezzato molto questo libro, sia il racconto che le illustrazioni. Quelli che il titolo indica, provocatoriamente, come "mostri" sono pieni di vita, di capacità, di senso dell'umorismo e di sensibilità. Il lavoro delle infermiere, nei suoi aspetti assistenziali ed "umani", è delineato in modo veritiero.

O romanò gi - [a cura di Alexian Santino Spinelli]

Un popolo che resiste ed esiste nonostante la nostra indifferenza e, spesso, la nostra insofferenza e intolleranza, fa sentire la sua voce attraverso una tradizione di storie, di poesie che rivelano la bellezza della sua anima più profonda. Da leggere per conoscere un poco la gente rom e sinti, per capire che "integrazione" non vuol dire assimilazione e perdità d'identità.

Non chiamarmi gagiò - Giancarlo Muià

Rom e Sinti sono cittadini d'Europa da settecento anni: il minimo che possiamo fare è cercare di conoscerli. Il libro parla soprattutto dei Rom dell'ex-Yugoslavia e della Romania che erano sedentari: la guerra e la crisi economica li hanno costretti a ri-trasformarsi in nomadi, senza più avere l'opportunità di tornare al loro paese, perchè il loro paese non c'è più o le loro case sono state bruciate. L'autore, giustamente, si chiede come sarebbe stata la sua vita se fosse nato in un campo nomadi e propone un libro che è l'occasione giusta per avvicinarsi a un popolo così vicino a noi eppure sconosciuto, superando pregiudizi e maldicenze. A fine volume vi è un utile la bibliografia.

La straniera - Younis Tawfik

Lui è nato in un paese mediorientale, è venuto in Italia a frequentare l'università ed è diventato architetto, lei è una ragazza marocchina, una clandestina, una prostituta. Le loro vite si intrecciano a Torino in un romanzo scritto in uno stile unico fra poesia classica araba, colori sabaudi, storie passate ed attuali fino ad un imprevisto e toccante finale. Testo affascinante.

Non è sull'etichetta - Felicity Lawrence

Libro molto interessante per capire la corsa al profitto attuata dai gruppi della grande distribuzione. Una corsa perversa, che ci lascia non solo più poveri di nutrienti e di gusto, ma provoca inquinamento e grandi ingiustizie sociali sia nel mondo occidentale che nei paesi in via di sviluppo. L'autrice illustra la situazione in Gran Bretagna e parla di sfruttamento di manodopera straniera, di caporalato, di piccoli e medi produttori agricoli ridotti al fallimento e di tutta una serie di scandali che, tristemente, ci accumuna ormai tutti quanti. A rimetterci siamo noi persone del mondo e poichè questo libro è del 2004, penso che ormai siamo talmente invischiati in questo vero e proprio abominevole circolo vizioso che se non reagiamo in fretta lasceremo ai bambini un mondo alquanto insipido, sia dal punto di vista alimentare che spirituale. Libro da leggere affinchè non sia troppo tardi.

La principessa della luna vecchia - Marina Jarre

Ho scoperto questo libro grazie al bell'adattamento teatrale proposto da Assemblea Teatro e l'ho trovato divertente e di grande freschezza con un pizzico di nostalgia per quei mesi della campagna sul divorzio del 1974.
"- Ho tanta paura per domani.
- Ma no,-diceva babbo,- vedrai che gli Italiani in momenti così sanno scegliere.
- Non sai mai con gli Italiani,- diceva mamma."

La concessione del telefono - Andrea Camilleri

Lettura vivamente consigliata: la vicenda è ricca di colpi di scena esilaranti. La cosa incredibile è che pur non essendoci descrizioni di luoghi e di personaggi, dato che il libro è un avvicendamento di scambi di lettere e trascrizioni di dialoghi, ci si immerge pienamente nella Sicilia del 1892 e si comprende, anche divertendosi, il clima storico dell’epoca. È meglio di una lezione di storia: è la visione critica e ironica di una realtà italiana, non solo siciliana, che per certi versi non è granché mutata da centocinquant’anni.

Piccolo grande uomo - Thomas Berger

Bellissimo, questo libro non ha perso di smalto con gli anni (così come non lo ha perso il film con Dustin Hoffman).
Conoscere da bianco il mondo degli indiani Cheyenne, con i suoi odori, sapori e modi di pensare e vedere da Cheyenne il mondo dei bianchi: ecco cosa fa Jack Crabb, da quando a dieci anni viene adottato dai Cheyenne, per poi partecipare alle vicende della grande frontiera americana, a volte nel mondo dei bianchi e a volte nel mondo degli Indiani. La narrazione è ricca di avvenimenti storici, dalla strage di Sand Creek, alla corsa all’oro, alla costruzione della ferrovia fino alla battaglia di Litte Big Horn, che si intrecciano con la vita del protagonista nel grandioso panorama delle grandi pianure. I personaggi sono ben raccontati, sia quelli autentici che quelli non storici. Dei Cheyenne vengono descritti aspetti poco conosciuti come il ruolo e il carattere delle donne e le figure del transessuale e del “contrario”. Il libro è stato apprezzato dai nativi americani per il suo stile non stereotipato e pieno di umorismo.

Non c'e dolcezza - Anilda Ibrahimi

E’ un onore avere una narratrice di origine albanese che ha scelto di scrivere in italiano una storia piena di magia e nello stesso tempo vera, storia di destini e di maternità, di leggende e di realtà, con un bellissimo omaggio al popolo tzigano. “Avremo nostalgia per il passato, ride Klara. -Ti rendi conto? Racconteremo ai nostri figli che una volta eravamo gentili con gli altri perché era l’unico modo che conoscevamo per stare al mondo, senza pagare, senza pretendere niente. -E loro non ci crederanno, - dice Arlind”. “Il futuro continua a ingannare anche noi, - dice la vecchia tzigana”.

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