Claudia Bergantin

Biografia

Sono infermiera e da sempre mi interessano i popoli indigeni delle Americhe, mi piacciono gli autori sudamericani e più recentemente mi sono appassionata anche agli autori della Scandinavia ma, in verità, a volte è il libro a scegliere me e a portarmi nei luoghi e nelle epoche più disparati.

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Piccolo grande uomo - Thomas Berger

Bellissimo, questo libro non ha perso di smalto con gli anni (così come non lo ha perso il film con Dustin Hoffman).
Conoscere da bianco il mondo degli indiani Cheyenne, con i suoi odori, sapori e modi di pensare e vedere da Cheyenne il mondo dei bianchi: ecco cosa fa Jack Crabb, da quando a dieci anni viene adottato dai Cheyenne, per poi partecipare alle vicende della grande frontiera americana, a volte nel mondo dei bianchi e a volte nel mondo degli Indiani. La narrazione è ricca di avvenimenti storici, dalla strage di Sand Creek, alla corsa all’oro, alla costruzione della ferrovia fino alla battaglia di Litte Big Horn, che si intrecciano con la vita del protagonista nel grandioso panorama delle grandi pianure. I personaggi sono ben raccontati, sia quelli autentici che quelli non storici. Dei Cheyenne vengono descritti aspetti poco conosciuti come il ruolo e il carattere delle donne e le figure del transessuale e del “contrario”. Il libro è stato apprezzato dai nativi americani per il suo stile non stereotipato e pieno di umorismo.

Non c'e dolcezza - Anilda Ibrahimi

E’ un onore avere una narratrice di origine albanese che ha scelto di scrivere in italiano una storia piena di magia e nello stesso tempo vera, storia di destini e di maternità, di leggende e di realtà, con un bellissimo omaggio al popolo tzigano. “Avremo nostalgia per il passato, ride Klara. -Ti rendi conto? Racconteremo ai nostri figli che una volta eravamo gentili con gli altri perché era l’unico modo che conoscevamo per stare al mondo, senza pagare, senza pretendere niente. -E loro non ci crederanno, - dice Arlind”. “Il futuro continua a ingannare anche noi, - dice la vecchia tzigana”.

Negri, froci, giudei & co. - Gian Antonio Stella

L’autore, grande giornalista, porta numerosi e variegati esempi passati e recenti documentando la nascita e lo sviluppo del razzismo e del disprezzo nei confronti dell’altro, per il diverso in ogni sua sfumatura. Stella non si limita a esaminare la realtà italiana, la sua inchiesta spazia dall’Europa a vari stati del mondo, descrivendo tremende ondate di odio che tendono a ripetersi. Un crescendo: freddezza, diffidenza, astio, rancore, fino all’odio e da qui al genocidio e ai tentativi di cancellare il passato, come è avvenuto in Jugoslavia, ma anche in Cina o in Sud Africa. Per non parlare delle guerre di religione, dell’omofobia, dell’antisemitismo, dell’ossessione per il “sangue puro” legato al nazionalismo più sfegatato. Un libro che fa riflettere.
"È tutto, la memoria: tutto. È impossibile parlare del razzismo di oggi se non si ricorda il razzismo di ieri. Non puoi raccontare gli assalti ai campi rom se non ricordi secoli di progrom, massacri e editti da Genova allo Jutland dove l'11 novembre 1835 organizzarono addirittura, come si trattasse di fagiani, una grande caccia al gitano."

Re: Delatori - Mimmo Franzinelli

Ringrazio per la recensione. Ho letto da poco il romanzo "La delazione" di R. Cazzola, ambientato a Torino, leggerò sicuramente il libro di Franzinelli. E' davvero importante tenere gli occhi aperti. Ancora grazie. Claudia

Il condominio - J. G. Ballard

Un elegante condominio di quaranta piani con mille appartamenti, modernissimo, dotato di supermercato, piscine, servizi di vario genere e dal quale si esce in pratica solo per andare al lavoro, diventa la scena di una generale caduta nella barbarie. Tutto inizia con alcuni black-out elettrici, qualche bottiglia che vola più dai balconi e si schianta sulle auto dei condomini, piccoli episodi di inciviltà, per arrivare, pian piano, al disordine e alla sporcizia generale, fino a percepire il lezzo dei rifiuti abbandonati che fanno da sfondo ad episodi di inaspettata ferocia. Gli inquilini che all’inizio erano tutti uniti nella loro rabbia per i guasti nei servizi dell’edificio, diventano altrettanto uniti nel rassicurare qualunque estraneo che tutto va bene. Prevale il bisogno di risolvere lo scontro fra di loro e le bande rivali tendono ad unirsi per espellere ogni intruso. Il condominio, dove man mano che si sale di piano aumenta il ceto sociale, fino ai vip dell’attico, diventa metafora di una società sull’orlo della barbarie. Scritto nel 1975 il libro è quanto mai attualissimo in questa nostra epoca.

La delazione - Roberto Cazzola

Nella Torino occupata del 1944 un’adolescente denuncia i vicini di casa, una coppia di fidanzati. L’ebrea Selma Lavàn viene deportata a Bergen Belsen e Alfredo Dervilles cercherà in qualche modo di dimenticarla.
Quando l’uomo, accompagnato dalla nipote, visita la vecchia cella delle Nuove dove era stato rinchiuso nel 1944 i ricordi ricompongono tutta un’epoca, una città e una rete di persone per cercare una risposta al perché la diciassettenne Luigia Zonga ha denunciato un’innocente.
Sono pagine talvolta sovraffollate di personaggi, storie e luoghi che rendono bene la vita della Torino degli anni della guerra e del primo dopoguerra, dalle denunce all’amnistia voluta da Togliatti. Alfredo si chiede se Luigia avrà avuto tormenti e rimorsi, se avrà avuto il coraggio di dire ai suoi eventuali figli. “Vostra madre è una delatrice, ha fatto arrestare un’innocente, le ha spezzato il futuro, per farsi bella col tedesco, per incassare dei soldi, per appropriarsi della casa dei vicini”.
La nipote pensa che la zia Alberta dovrebbe dire grazie a quella delatrice perché ha potuto sposare zio Alfredo. Di fatto la delatrice è una delle tante persone “normali” di quel periodo, fra gente che passa per neutrale, e altri che usano il loro ruolo presso i nazifascisti per salvare senza azioni clamorose dei comuni cittadini.
La nipote cerca di ricostruire non solo la storia dei due fidanzati del “44 ma anche le motivazioni di certi atteggiamenti. Tante cose sono andate disperse, chissà in quale mercato delle pulci è finito il comodino sul quale Selma teneva le sue fotografie ma, soprattutto: “Quanta stupidità ancora una volta c’era nel male. Più stupidità che cattiveria”. Un libro che vale la pena leggere perché lascia qualcosa dentro.

La scomparsa di Patò - Andrea Camilleri

Prendendo spunto da una citazione di Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri crea una storia piena di humor e di ironia. Una storia con forti caratteristiche sociali che, per il modo originale in cui è presentata, cioè in forma di dossier, ricco di rapporti, lettere, documenti e articoli di giornale, è una vera delizia da leggere. E’ vero che Camilleri non ha bisogno di recensioni ma questo libro me lo sono veramente goduto e vorrei consigliarlo vivamente a tutti.

R: Estasi culinarie - Muriel Barbery

E’ il romanzo d’esordio di Muriel Barbery. Nel palazzo signorile di rue de Grenelle un grande critico gastronomico, dal carattere pungente ed egocentrico, ormai in punto di morte rievoca alcuni momenti della sua vita legati al cibo, alla ricerca di un sapore sublime provato tempo prima e che vorrebbe riassaporare. Inizia con le sensazioni totalizzanti dell’infanzia, sapori e profumi appaganti legati alla nonna: “Nessun cuoco cucina né ha mai cucinato come le nostre nonne.” Seguono gli effluvi paradisiaci di fiori selvatici, caprifoglio, rose antiche, peonie e salvia, insieme a lavanda e petunie che punteggiavano l’orto di pomodori e lattughe, le più belle della regione, di una vecchia zia arcigna e puzzolente. Dal ricordo di una sensazione visiva si accede al ricordo olfattivo e da qui al ricordo del sapore. Dalla Borgogna vinicola con l’assaggio del primo whisky al profumo dei tigli e del pesce alla griglia a una fattoria sulla costa della Normandia alle cascate di fiori di gelsomino in Marocco è tutto un susseguirsi di rievocazioni sensoriali avvolgenti.
Ai ricordi del critico si alternano le voci dei personaggi da lui frequentati, ognuno con una visione particolare dell’uomo: i famigliari, la domestica, ma anche, fra gli altri, la portinaia Renee, il medico, l’allievo il gatto, l’amante e persino una Venere.
Un libro dove le parole evocano paesaggi, ambienti, sapori odori, dove gli elementi si associano agli alimenti e dal finale un poco irriverente.

La mamma del sole - Andrea Vitali

Il romanzo si svolge nel 1933, anno della famosa Seconda Trasvolata Atlantica della Regia Aviazione, il commissario Maccadò e i carabinieri di Bellano ne sono i protagonisti insieme ad una vivacità di personaggi e caratteri che la scrittura di Vitali rende godibili. Un intreccio di situazioni più o meno originali raccontati con un pizzico di ironia e di divertimento: vi è una madre di quattordici figli su cui i carabinieri devono raccogliere informazioni su richiesta del Partito e della Prefettura, la gran canicola di quell’estate, un vecchio parroco che nasconde un segreto e altro ancora. Il titolo curioso avrà una spiegazione solo alla fine. Un libro distensivo, da assaporare, per rilassarsi piacevolmente.

Warrior Woman - Peter Aleshire

L'autore si avvale per la maggior parte dei ricordi di un indiano Apache, che all’epoca dei fatti narrati era un bambino, raccolti dalla storica Eve Ball. E' il magnifico e pressoché unico ritratto di Lozen, una donna guerriera, sorella del capo Victorio. Lozen visse la sua vita come un guerriero, non si sposò e partecipò attivamente alla guerra combattuta dagli Apache contro le truppe messicane e statunitensi, cercando sempre il bene del suo popolo. Il libro si scosta da altri resoconti del genere proprio per la descrizione di questa figura di donna rimasta ignorata e quasi sconosciuta.

Il tuo nome è una promessa - Anilda Ibrahimi

La narrazione alterna presente e passato rievocando le vicende di una famiglia ebrea in fuga dalla Germania nazista all’Albania, unico paese ad aver dato ospitalità agli ebrei e a non averli traditi. Con l’arrivo dei tedeschi nel 1943 la situazione diventa critica sia per gli ebrei che per gli albanesi che li nascondono: sono rimasta col fiato sospeso quando i tedeschi entrano nella povera casa di campagna dove vivono insieme la famiglia ebrea e quella albanese, di religione musulmana. La storia prosegue frantumandosi fra passato e presente, passando al dopoguerra, alla "morale" del regime comunista e alla sua caduta, per concludersi nei giorni della fuga verso i paesi occidentali. Scritto molto bene, con delicatezza e partecipazione, il libro è una bella scoperta di un paese dove più della religione e della lingua conta la parola data. Una grande lezione per tutti noi.

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